[460.] Il nome di Bulgari leggermente alterato da Villehardovin coll'ommissione d'una sola vocale, ne disvela l'origine d'un epiteto ingiurioso, che ai tempi delle crociate era nome d'una nazione, ma d'una nazione rispettabile e feroce.
[461.] In notis ad Chron. And. Danduli p. 328.
[462.] Rannusio, De Bello Constan. l. IV, p. 162, si sforza di rettificare e spiegare questa divisione dell'Impero.
[463.] Il cambio fu convenuto il 12 agosto 1204. Hist. de Costant. sous les emp. Franc. par Dufresne Ducange, l. I.
[464.] Dufresne du Cange Hist. de Costant. l. II. — Rhamnus. de Bello Costant. l. VI, p. 272.
[465.] Nicet. Choniat. in Bald. Flandrum § 10. p. 337. Gli Annali di Genova parlano di tali conquiste, come di affari privati d'Enrico conte di Malta, cittadino genovese, ch'erasi reso padrone di Malta, che gli serviva per esercitare la pirateria. Ogerius Panis Contin. Caffari An. Genuen. l. IV, ad an. 1206, 1209, p. 394.-400.
[466.] Congedandomi per lungo tempo dagli storici bizantini, soggiugnerò alcune osservazioni intorno a quelli di cui ho fatto uso in questo capitolo. Abbiamo avuta la fortuna di poter esaminare quattro ragguardevoli autori, quasi tutti contemporanei, cadauno de' quali scrisse con opposte mire per quattro differenti nazioni. Niceta, senatore di Costantinopoli, e grande logoteta dell'Impero, rifugiatosi a Nicea dopo la ruina della sua patria, scrisse la storia degl'imperatori de' suoi tempi dalla morte d'Alessio Comneno fino al Baldoino di Fiandra. A fronte della inopportuna sua eloquenza, della ricercatezza dello stile, e forse anco delle sue esagerazioni, vuol essere annoverato tra i buoni storici di Costantinopoli. Le particolari sue sventure, aggiunte a quelle della sua patria, rendono ancora più interessante la sua storia. Rispetto a questo storico, ed agli altri che hanno scritto in altre lingue, mi sono fatto un preciso dovere di esaminare il testo originale, e di non citare che le mie traduzioni. I miei lettori conoscono oramai sufficientemente le azioni, il carattere e lo stile di Goffredo Villehardovin, lo storico francese della crociata. Questo valoroso soldato, l'amico del venerabile Dandolo, e del marchese-re Bonifacio, nella spartizione dell'Impero orientale fu fatto maniscalco della Romelia, come prima lo era della Sciampagna: ebbe in feudo Messinopoli e Masianopoli nel regno di Tessaglia, e suo nipote dello stesso nome, giunto in Grecia dopo la presa di Costantinopoli, conquistò il principato dell'Acaja che trasmise alla sua discendenza. Anche i Veneziani hanno in quest'epoca il loro storico. È questi Andrea Dandolo discendente del vincitore di Costantinopoli, e doge anch'egli due secoli dopo. Non abbagliato dalla gloria della sua patria o della famiglia, riferisce imparzialmente i più importanti avvenimenti: ma questa sua scipita imparzialità, che ne fa essere forastieri in Venezia come nella Grecia, è un difetto forse più spiacevole che le appassionate esagerazioni di Niceta. La storia di Dandolo viene arricchita da importanti note, da diplomi e trattati riferiti per intero. Per ultimo, rispetto alla storia della crociata, l'anonimo autore della vita d'Innocenzo III ci mette sott'occhio tutto quanto può favorire gl'interessi degli ecclesiastici. Nel precedente capitolo ci siamo frequentemente valsi di questa vita, pubblicata la prima volta da Stefano Baluzio, la quale non arriva che all'anno undecimo d'Innocenzo. Forse l'autore morì prima del suo eroe: ad ogni modo sparse molta luce su questo pontificato, e contiene molti documenti originali, e fra gli altri le lunghe lettere che Baldovino imperatore di Costantinopoli scrisse al papa per giustificare la sua conquista e la sua elezione.
Ho citati pochi altri scrittori greci e latini, dai quali ho presi vari fatti, poichè non volli abusare della sofferenza de' miei lettori citando nomi di scrittori affatto inutili alla mia storia.
Nel quinto tomo della storia di Francia del Duchesne trovansi riportate alcune lettere scritte da Costantinopoli dal conte Ugo di san Paolo e dallo stesso Baldovino, le quali, sebbene nulla aggiungano di particolare ai fatti raccontati da altri storici, ne interessano per rispetto di coloro che le scrissero. Histor. Francor. Script. t. V, p. 272.-283. Due moderni scrittori Rahmnusius, de Bello Constantinopolitano, e d'Outreman, Constantinopolis Belgica, cercarono nelle voluminose loro opere di dare maggiore risalto, il primo alla gloria veneta, l'altro alla fiamminga.
[467.] Galvan. Flammæ Manip. Flor. c. 248, e 249. t. XI, p. 666.