[394.] F. Francisci Pipini Chron. l. III, c. 12, t. IX, p. 687.

[395.] Indices rerum ab Aragon. Regibus gestarum Hisp. ill. t. III, p. 116: quest'opera è un compendio dello Zurita, della quale io non ho più per le mani il testo spagnuolo. — Raynald. ad an. 1275, § 13, p. 237, ex Leandro et Zurita.

[396.] Giannone l. XX, c. 5, t. III, p. 60, ex Costanzo l. II. — Mariana Hist. de las Españas l. XIV, c. 6. — Hisp. illust. t. II, p. 621.

[397.] Nicolai Specialis rerum Sicul. l. I, c. 3, p. 924, t. X.

[398.] Gio. Villani l. VII, c. 59. p. 276.

[399.] Annales Genuens. Caffari Contin. l. X, p. 576.

[400.] Gio. Villani l. VII, c. 59. p. 277.

[401.] Gio. Villani l. VII, c. 60. p. 277. Jacchetto Malespini contin. Ricordani, c. 209. p. 1029.

[402.] Bartholom. de Neocastro c. 14, p. 1027.

[403.] Velly nella sua storia di Francia ad an. aggiugne a questo racconto molte circostanze ed aneddoti intorno alla morte di varj cavalieri francesi. Non so dove gli abbia presi, non certo negli autori da lui citati. Forse furono conservati dalla tradizione. È sopra tal sorta d'autorità che raccontasi che i Siciliani riconoscevano i Francesi alla pronuncia di due vocaboli ceci e ciceri. I Francesi non riuscivano quasi mai a pronunciare il c italiano, e l'accentazione loro riesce ancora più difficile.