Il lusso di queste piccole corti, le spese che facevano i re d'una città, per la loro guardia, per l'armata, per gli edifici, pei regali che davano ai buffoni ed ai cortigiani, provano l'ammasso di grandi ricchezze. Vero è che la maggior parte de' signori erano stati ricchissimi proprietari avanti che diventassero padroni della loro patria; e che aggiugnevano l'entrate dell'antico patrimonio ai pubblici tributi stabiliti ne' tempi della libertà; imperciocchè sembra che non osassero di accrescerli, non essendo mai giunti ad ottenere il credito di cui godevano le città libere, sicchè potessero supplire col prestiti ai bisogni improvvisi dello stato. Un'imposta territoriale, descritta in ogni signoria sopra un catastro, formava parte di quest'entrata, un'altra più importante parte era pagata dagli abitanti delle città in forza di una gabella posta sulle derrate che vi si consumavano e per un diritto d'entrata ed uscita delle mercanzie provenienti dall'estero, o mandate all'estero; poichè il prodotto dell'industria del paese non era esente dalle tasse. Del rimanente non erasi ancora inventato verun sistema di protezione per il commercio e per le manifatture; onde in mezzo alle guerre ed alle rivoluzioni, il commercio e le manifatture prosperavano infinitamente meglio che non al presente in que' canali artificiali, in cui le moderne nazioni vollero forzarli ad entrare. Tutte le città lombarde fabbricavano drappi di lana; i quali, oltre all'interno consumo, bastavano ad una ragguardevole esportazione che facevasi per mezzo de' Veneziani[345]. Le manifatture di lana erano state fondate in Lombardia dai monaci umiliati. A Milano il convento di Brera, diventato oggi il palazzo delle scienze e delle lettere, era la grande officina della fabbrica dei drappi, ed i monaci di questo convento l'anno 1309 si obbligarono, per una somma di danaro, a mandare una colonia per istabilire un'eguale manifattura in Sicilia, mentre i Milanesi apprendevano dai Siciliani l'arte di lavorare la seta[346].

I sudditi de' principi di Lombardia oramai si limitavano alle sole manifatture. Dopo la perdita della libertà essi più non si recavano in Francia, nelle Fiandre, in Inghilterra, come solevano fare ancora i Veneziani ed i Toscani; non aprivano più banco in ogni città, non s'impadronivano più del commercio di banco e di quello dei trasporti dell'Occidente. Il nome di Lombardi, che i Francesi, invidiando tanta attività, avevano dato ai prestatori sopra pegno non era più meritato: i soli Fiorentini e Lucchesi, non già gli abitanti di Asti, di Milano e d'Alessandria, esercitavano, come per lo passato, questo mestiere. Abbiamo già dovuto avvertirlo, parlando della Grecia, che il commercio straniero che domanda lunghi viaggi e vaste combinazioni, non può intraprendersi e sostenersi senza una certa energia di carattere, senza uno sforzo dello spirito, che non si trovano nella mezzana classe d'una nazione, fuorchè presso un popolo libero.

Del rimanente, in questi piccoli principati, il popolo vivea piuttosto rassegnato che contento, più non si occupando della sua futura sorte, nè di timori, nè di speranze. Rientrato in quella oscurità da cui l'avevano fatto uscire le precedenti agitazioni, non lasciava dietro di sè veruna orma, verun nome che si sollevasse al di sopra degli altri; e la storia nelle città sottomesse alle nuove dinastie, più non può risguardare che una sola famiglia, e spesse volte un solo individuo.

FINE DEL TOMO IV.

[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO IV.]

Capitolo XXIII. Guerra di Sicilia. — Grandezza e decadenza della repubblica di Pisa. — Crudel morte del conte Ugolino. — Nuove turbolenze a Firenze. 1282-1292. [pag. 3]
Anno
Carlo d'Angiò non doveva, a quanto pare, essere troppo indebolito dai vesperi siciliani [ivi]
Mezzi di resistenza che una passione nazionale dà ai Siciliani [4]
Gli abitanti di Palermo tentano di placare il re ed il papa [6]
1282 Il 6 luglio. Carlo attacca Messina con una flotta ed una armata imponenti [7]
Il 30 agosto. Pietro d'Arragona giugne a Trapani, e riceve omaggio dai Siciliani [8]
Ruggeri di Loria, ammiraglio de' Siciliani, occupa lo stretto di Messina [9]
Diffida vicendevole de' re d'Arragona e di Napoli [10]
1282 Carlo costretto ad abbandonare la Sicilia ed a tornare in Calabria [12]
La sua flotta viene incendiata alla Catona e a Reggio da Ruggeri di Loria [ivi]
Carlo propone a Pietro un combattimento in campo chiuso [13]
Gli apparecchi per tale combattimento lasciano per qualche tempo la Sicilia in riposo [14]
1276-1282 I Pisani in tempo di pace acquistano maggiori ricchezze e potenza [ivi]
Rivalità de' Pisani e de' Genovesi; dispute tra queste popolazioni in Corsica [16]
1282 Le flotte dei due popoli si minacciano qualche tempo senza battersi [17]
Disastro della flotta di Ginicello Sismondi [18]
Esploratori mantenuti pubblicamente dalle due città [19]
1283 Potenti flotte dei Pisani e dei Genovesi che si minacciano senza venire a battaglia [20]
1284 Il 1 di maggio. Guido Jacia, ammiraglio pisano, battuto da Enrico de' Mari [21]
I Pisani armano a spese de' particolari una flotta di centotre galere [22]
Il 6 agosto. Battaglia della Meloria tra i Genovesi ed i Pisani [24]
1284 Accanimento di questa battaglia. Oberto Doria, ammiraglio genovese, si batte con Alberto Morosini, ammiraglio pisano [25]
Rotta de' Pisani colla perdita di cinquemila morti ed undicimila prigionieri [26]
Costernazione generale de' Pisani quand'ebbero notizia della disfatta [27]
I Genovesi ricusano di ricevere la taglia per la libertà dei Pisani, che tengono 16 anni prigionieri [28]
Il 10 novembre. Lega de' Guelfi toscani per attaccare Pisa [29]
1285 Il conte Ugolino della Gherardesca nominato capitano generale di Pisa [31]
Egli riesce a disciogliere la lega de' Guelfi toscani contro Pisa [ivi]
Cerca di liberare i prigionieri, cedendo Castro di Sardegna, ma s'oppongono gli stessi prigionieri [ivi]
Ottiene la pace dai Lucchesi cedendo loro molti castelli [32]
Il conte Ugolino prende a perseguitare i Ghibellini [33]
Nino di Gallura si associa ai suoi nemici e cerca di muovere il popolo contro di lui [34]
1285-1287 Il conte Ugolino rassoda la sua tirannide [36]
1285-1287 Si riconcilia coi Ghibellini, e scaccia dalla città Nino di Gallura [37]
1288 Violenza de' suoi trasporti di collera: uccide un nipote dell'arcivescovo Ruggeri [38]
Il 1 di luglio. L'arcivescovo Ruggeri l'attacca coll'ajuto de' Ghibellini [39]
Il conte Ugolino viene chiuso co' suoi figliuoli nella torre della fame [40]
1283 Apparecchi per la battaglia in campo chiuso che doveva aver luogo a Bordeaux il 15 maggio [44]
Papa Martino IV si oppone a questa battaglia, ed Edoardo re d'Inghilterra non vuole accordare guarenzia ai due monarchi [ivi]
Carlo si porta a Bordeaux; Pietro protesta di non esservi per lui sicurezza [45]
Il 15 marzo. Sentenza del papa che spoglia Pietro dei regni di Sicilia e d'Arragona [47]
1284 Carlo torna per mare a Napoli [48]
Il 5 maggio. Prima del suo arrivo a Napoli, suo figlio Carlo vien fatto prigioniere da Ruggeri di Loria [49]
Carlo d'Angiò punisce severamente i Napoletani malcontenti [50]
1284 Si lascia ingannare dalle negoziazioni de' Siciliani, e perde la stagione propria ad agire [51]
1285 Cade infermo a Foggia e muore il 7 di gennajo in età di sessantacinque anni [ivi]
Il 25 di marzo. Morte di Martino IV, cui succede Onorio IV [52]
1282 Nuova costituzione dei Fiorentini; i priori delle arti e della libertà [54]
I priori ne' due mesi della loro carica sono prigionieri in palazzo [56]
1283 Rivoluzione a Siena; stabilimento della signoria e dell'ordine dei nove [57]
Eguale rivoluzione in Arezzo, seguita nel 1287 da una controrivoluzione [58]
1288 I Ghibellini di Pisa e d'Arezzo dichiarano la guerra ai Guelfi ed ai Fiorentini [60]
1289 L'undici giugno. Rotta degli Aretini a Certomondo, presso di Campaldino [ivi]
1289-1293 Vantaggi ottenuti dai Pisani sotto la condotta del conte Guido da Montefeltro [61]
1292 Dissensioni in Firenze tra i nobili ed il popolo [63]
Giano della Bella, gentiluomo fiorentino, capo del partito popolare [64]
1292 Ordinanza di giustizia che rende sottomessa la nobiltà [66]
Organizzazione militare della città; il gonfaloniere della giustizia [67]
Dino Compagni, gonfaloniere, atterra le case de' Galigai [69]
Odio de' nobili contro Giano della Bella; cercano il modo di perderlo [ivi]
Gli rendono nemici alcuni dei corpi dei mestieri [ivi]
1294 Accusano Giano della Bella avanti ad una signoria di già resa loro parziale [72]
Il 3 di marzo. Giano viene esiliato, e muore lontano dalla sua patria [73]
Capitolo XXIV. Pontificato di Bonifacio VIII. — Il partito guelfo si divide in due fazioni, de' Bianchi e de' Neri. — I Bianchi, perseguitati, si uniscono ai Ghibellini. 1294-1303 [75]
1285-1287 Pontificato d'Onorio IV [ivi]
1288-1292 Pontificato di Nicola IV [76]
1292-1294 Vacanza della santa sede [77]
1294 Elezione di Pietro di Morone che prende il nome di Celestino V [79]
Celestino V fissa la sua residenza in Napoli [81]
Debolezza di questo papa e sua assoluta incapacità di governare la Chiesa [82]
1294 Intrighi di Benedetto Caietano, cardinale d'Anagni, contro il papa [83]
Il 13 dicembre. Così consigliato dal Caietano, Celestino si dimette dalla dignità pontificia [84]
Il 23 dicembre. Gli succede il cardinale Caietano col nome di Bonifacio VIII [85]
1295 Di gennajo. Pietro di Morone fugge per tornare al suo eremitaggio [86]
Bonifacio lo fa inseguire e chiudere nella torre di Fumone [87]
1296 Il 19 maggio. Morte di Pietro di Morone, ossia Celestino V [88]
1294 Il 10 dicembre. Tradizione intorno alla Santa Casa trasportata a Loreto [90]
1291 Il 19 di maggio. Melec Seraf s'impadronisce di san Giovanni d'Acri. Uccisione dei Cristiani [92]
Vani sforzi del papa per eccitare una nuova crociata [ivi]
1288-1295 Parzialità dei papi negli affari di Napoli e di Sicilia [94]
Carlo II, dopo uscito di prigione, viene dal papa sciolto dal giuramento che gli aveva procurata la libertà [95]
L'Arragona attaccata da Carlo di Valois, la Castiglia e la Francia [96]
1295 Vergognoso trattato conchiuso colla mediazione di Bonifacio tra Giacomo re d'Arragona e Carlo II [97]
1296 Protesta de' Siciliani contro il trattato; essi nominano re l'infante don Federico [98]
Inutile tentativo di Bonifacio VIII per negoziare con Federico [99]
La guerra si rinnova con furore in Calabria ed in Sicilia [100]
Situazione di Pistoja. Carattere de' suoi abitanti [101]
Famiglie e fazioni a Pistoja de' Cancellieri guelfi e de' Panciatichi ghibellini [102]
Tutti i nobili vengono esclusi l'anno 1285 dal governo di Pistoja [103]
La famiglia de' Cancellieri si divide; zuffa fra due membri della medesima [104]
Vendetta del ramo Nero de' Cancellieri [105]
Il ramo Bianco de' Cancellieri si vendica a vicenda [106]
1296-1300 La città di Pistoja ed il suo territorio si dividono tra i Cancellieri Bianchi e Neri [107]
Atti di crudeltà e di perfidia commessi dalle due parti [108]
1300 La signoria di Pistoja ceduta per tre anni ai Fiorentini quali pacificatori [109]
1300 I capi delle due fazioni, Bianca e Nera, vengono chiamati a Firenze [110]
Rivalità in Firenze tra Corso Donati e Vieri de' Cerchi [112]
I Donati si uniscono ai Neri di Pistoja, i Cerchi ai Bianchi [113]
Le due fazioni sempre apparecchiate a venire alle mani [114]
Vieri de' Cerchi, il capo di parte Bianca, manca di carattere [116]
Bonifacio VIII cerca di metter pace tra i due partiti [117]
I capi de' Bianchi e de' Neri sono in pari tempo esiliati da Firenze [118]
Tornata de' Bianchi in Firenze; intrighi de' Neri per vendicarsi [119]
Il papa chiama in Italia Carlo di Valois [120]
1301 I Bianchi opprimono il partito de' Neri a Firenze ed a Pistoja [122]
Il partito de' Neri trionfa a Lucca, e fa esiliare Castruccio colla sua famiglia [123]
Carlo di Valois entra in Toscana per le montagne di Pistoja [125]
I Bianchi dispongonsi a difendersi a Pistoja, ma non ardiscono di attaccare Valois [ivi]
Questi va a Roma per concertare ogni cosa col papa [126]
1301 Torna a Staggia e minaccia Firenze [127]
I Fiorentini acconsentono a riceverlo sotto certe condizioni nella loro città [128]
Valois entra in Firenze accompagnato da molta cavalleria [129]
Vieri de' Cerchi ed i Bianchi trascurano i loro mezzi di difesa [131]
Valois non osserva le giurate condizioni, e fa tornare gli esiliati in Firenze [132]
Fa imprigionare i Bianchi ed abbandona le loro case al saccheggio [133]
Cante de' Gabrielli incaricato di perseguitare il partito vinto [ivi]
Dante ed il padre di Petrarca esiliati e condannati al pagamento di una multa [134]
1302 Il 4 aprile. Valois lascia Firenze e parte alla volta della Sicilia [135]
1296-1302 Continuazione della guerra di Sicilia; difesa eroica di Federico [136]
Valois costretto a far la pace con Federico [137]
1303 Federico riconciliato alla Chiesa e riconosciuto re della Trinacria [139]
1295-1303 Orgoglio e violento carattere di Bonifacio VIII [ivi]
Sua disputa coi cardinali di casa Colonna [141]
1297 Bolla di scomunica contro i Colonna [143]
Crociata contro i Colonna; consiglio dato da Guido di Montefeltro [144]
Origine delle contese tra Bonifacio VIII e Filippo il bello [146]
Gli stati del regno di Francia chiamati a difendere le libertà della Chiesa Gallicana [148]
Zelo di alcuni gentiluomini francesi contro la Chiesa [149]
Bonifacio convoca il clero francese a Roma, ma questo non ubbidisce [150]
1303 Guglielmo di Nogaret aduna soldati presso Siena [ivi]
Il 7 di settembre sorprende il papa in Anagni [ivi]
Il papa tenuto prigioniere, ed i suoi tesori saccheggiati dai Francesi [152]
Liberato dal popolo d'Anagni, rimane nuovamente prigioniere degli Orsini [153]
Muore frenetico, e forse per le proprie mani [155]
Capitolo XXV. Considerazione intorno al tredicesimo secolo. [157]
Odio del popolo per la nobiltà nel tredicesimo secolo [158]
I nobili ed i proprietarj delle terre sono una stessa classe di persone [159]
La lunga possessione degl'immobili fu risguardata sempre come una specie di nobiltà [161]
Molte virtù sono ereditarie presso i proprietarj [ivi]
Non avvi altro governo libero fuori di quello in cui tutte le classi concorrono alla sovranità [162]
Servitù d'una nazione tosto che una sola classe diventa sovrana [ivi]
Errore degli economisti che non vedono in una nazione che i proprietarj [165]
L'antica legislazione feudale lasciava tutta la sovranità ai soli proprietarj [167]
La libertà dell'Occidente è il frutto della ribellione dei non proprietarj [168]
Gelosia de' nobili contro i nuovi ricchi nel tredicesimo secolo [169]
I nuovi ricchi rimproverano i nobili d'essere attaccati al partito del più forte [170]
I nobili esclusi da qualunque incumbenza governativa [173]
Il governo de' mercanti non ebbe uno spirito mercantile [175]
Un'aristocrazia artigiana eccita l'odio di tutte le classi della nazione [176]
Influenza della libertà politica sul carattere degl'Italiani [179]
Risorgimento delle belle arti e delle lettere [ivi]
L'architettura più che le altre belle arti porta l'impronta del suo secolo [179]
L'architettura del tredicesimo secolo è tutta repubblicana [180]
Canali pubblici, mura delle città, fontane, darsene dei porti [181]
Architettura religiosa, duomi di Venezia, di Pisa; battistero [183]
Architetti e scultori pisani; Nicola da Pisa [184]
Scultura in marmo ed in bronzo. Buonanno ed Andrea da Pisa [186]
La pittura ristaurata. Cimabue [187]
Giotto allievo di Cimabue [188]
Poeti. Dante creatore della lingua e della poesia italiana nato del 1265 [189]
Dante non ebbe negli affari pubblici quella parte che dissero i suoi bibliografi [190]
1302 Gennajo. Sentenza d'esilio pronunciata contro Dante [193]
1321 Settembre. Dante muore in Ravenna [195]
Poema di Dante, la Divina Commedia [196]
Epoca in cui compose Dante il suo poema [197]
Festa dell'inferno rappresentata in Firenze del 1304 [199]
Giubbileo del 1300, che forse diede a Dante l'idea del suo poema [201]
Incerta è l'epoca della pubblicazione del poema di Dante [202]
Onori resi dopo morte a Dante [203]
Guido Cavalcanti, poeta, filosofo e capo di parte [205]
Storici del 13.º secolo [207]
Storici Italiani. Giovanni Villani [209]
Storici che scrissero in altri dialetti d'Italia. Matteo Spinelli [211]
Storici latini. Albertino Mussato [213]
Capitolo XXVI. Stato della Lombardia. — affari della Chiesa; traslocazione della santa sede in Avignone. — Assedio di Pistoja. — Condanna dell'ordine de' Templari. 1300-1308 [215]
Stato della Lombardia in principio del 14.º secolo; complicazione della sua politica [ivi]
Infinito numero degli storici italiani [217]
Il potere monarchico dei signori non era guarentito dalla pubblica opinione [218]
1287-1296 Ottone Visconti prepara a suo nipote Matteo i mezzi per succedergli [220]
La sovranità del popolo continua a riconoscersi anche quando più non se ne rispettava la libertà [221]
Rivoluzioni del Piemonte; Bonifacio, conte di Savoja, muore in prigione a Torino [222]
Il marchese Guglielmo di Monferrato muore entro una gabbia di ferro in Alessandria [225]
Grandezza di Matteo Visconti; sua alleanza colla casa della Scala [225]
1287-1296 Odio d'Alberto Scotto, signore di Piacenza, contro Matteo Visconti [227]
1302 Lega di varj tiranni in Lombardia contro la casa Visconti [ivi]
Matteo Visconti obbligato a deporre la suprema autorità ed a lasciare Milano [229]
Nuova lega guelfa in Lombardia [230]
1303 Tale lega formata da Alberto Scotto si dichiara contro di lui [ivi]
Alberto Scotto privato della signoria di Piacenza [232]
1306 Modena e Reggio scuotono il giogo della famiglia d'Este [232]
L'imperatore Alberto d'Austria non si cura delle rivoluzioni d'Italia [233]
1303-1304 Pontificato di Benedetto XI. Succede a Bonifacio VIII il 4 di ottobre del 1303 [235]
Il nuovo papa oppresso dai cardinali [236]
1304 Si ritira a Perugia e vi si rende più indipendente [ivi]
Comincia ad agire contro Filippo il bello per l'attentato commesso sulla persona di papa Bonifacio [238]
1304 Il 4 luglio Benedetto muore avvelenato [240]
Il conclave in dieci mesi non conviene nella nomina del papa [241]
La scelta del papa lasciata, in conseguenza d'una soverchieria, in arbitrio di Filippo il bello [242]
Filippo fa cadere l'elezione nella persona di Bertrando di Gotte, arcivescovo di Bordeaux [243]
1305 Il 5 giugno, Bertrando di Gotte dichiarato papa sotto nome di Clemente V [245]
Chiama i cardinali in Francia e si fa coronare a Lione [246]
Si rende affatto dipendente dalla corte di Francia [248]
1307 Il papa scomunica Andronico Paleologo ed i Greci [248]
1282-1302 Andronico lascia conquistare ai Turchi tutte le province dell'impero nell'Asia [250]
1302 Passaggio in Grecia delle vecchie bande di Federico, ossia della grande compagnia [252]
1302-1307 Guerre ed indipendenza della grande compagnia [253]
1307 Clemente V vuole armare una crociata contro i Greci in favore de' principi francesi [254]
1293-1299 Seconda guerra tra i Veneziani ed i Genovesi [255]
1299 Vittoria ottenuta dai Genovesi, sotto il comando di Lamba Doria, sui Veneziani a Corzola [256]
1306 19 dicembre. Alleanza de' Veneziani con Carlo di Valois [258]
1306-1311 Gelosia e rivalità de' Genovesi e de' Veneziani in Grecia [259]
1311 La grande compagnia de' Catalani conquista il ducato d'Atene [260]
Clemente V vuole riconciliare i Bianchi ed i Neri di Toscana [ivi]
1303-1304 Legazione del cardinale di Prato in Toscana [261]
Il partito de' Neri costringe il cardinale a ritirarsi [264]
1304 Il 4 giugno egli scomunica Fiorenza nel sortire da questa città [ivi]
Intrapresa di Baschiera de' Tosinghi sopra Firenze [266]
1305 I Fiorentini attaccano Pistoja per iscacciare i Bianchi [268]
Il 22 maggio. Il duca di Calabria, comandando i Fiorentini, assedia Pistoja [269]
1306 Il cardinale di Prato vuole interessare il papa nella difesa di Pistoja [271]
Penuria degli assediati; essi chiedono soccorso a Bologna [272]
Il 5 di febbrajo i Fiorentini eccitano una sommosa in Bologna, facendone cacciare i Bianchi [273]
1306 Il 10 aprile. Pistoja è costretta di capitolare dopo dieci mesi e mezzo d'assedio [274]
1307 Il cardinale Orsini vuole ricondurre i Bianchi a Firenze, ma la sua armata si disperde [275]
Filippo il bello domanda a Clemente V di condannare la memoria di Bonifacio VIII [276]
1.º di giugno. Clemente assolve coloro che attaccarono il papa [278]
Filippo chiede la proscrizione dell'ordine de' Templari [ivi]
1128-1307 Ordine de' Templari; sue regole austere e sue guerre [279]
1307 Il 13 ottobre. I Templari arrestati in tutta la Francia [281]
1307-1311 Assurde accuse prodotte contro di loro [ivi]
Loro costanza in mezzo ai supplicj [282]
L'innocenza de' Templari riconosciuta da molti storici contemporanei [283]
1311 Il concilio di Vienna condanna l'ordine de' Templari, i di cui beni vengono confiscati [284]
Confessione del gran maestro, Giacomo di Molay, che in appresso ritratta [285]
Capitolo XXVII. Affari di Firenze. — Regno e spedizione in Italia dell'imperatore Enrico VII di Luxemburgo. 1308-1315 [287]
1308 Trionfo del partito dei Neri a Firenze ed in altre parti della Toscana [287]
1308 Opposti difetti delle repubbliche e delle monarchie [288]
Corso Donati scontento del partito ch'egli medesimo aveva formato, se ne distacca [289]
Citato avanti al podestà, viene condannato a morte per contumacia [291]
Raggiunto da' suoi nemici ed arrestato, s'uccide per sottrarsi al supplicio [292]
1309 Oppressione de' Pistojesi, loro sommossa [293]
I Fiorentini meno accaniti dei Lucchesi contro Pistoja [294]
La pace stabilita colla mediazione de' Sienesi [295]
1308 31 gennajo. Morte d'Azzo VIII d'Este. Guerra civile tra suo fratello ed il figlio di suo figlio naturale. La sua casa spogliata dal papa [296]
Il 1.º di maggio. Morte d'Alberto d'Austria, assassinato da suo nipote [299]
Il 25 novembre. Enrico, conte di Luxemburgo, nominato re de' Romani [302]
1309 Enrico VII occupa il regno di Boemia [ivi]
Si dispone a passare in Italia [303]
L'opinione diventata in Italia più favorevole all'autorità imperiale [304]
1309 Tale cambiamento era dovuto più che a tutt'altro agli eruditi [307]
ed ai giurisperiti [308]
Sommissione d'Enrico VII al papa [309]
Il 5 maggio. Morte di Carlo II di Napoli; gli succede il suo terzo figliuolo Roberto [310]
1310 Enrico riceve in Losanna i deputati degli stati d'Italia [311]
Il 10 di ottobre arriva in Asti, ed i signori di Lombardia si recano alla sua corte [312]
Guido della Torre è incerto se debba riceverlo [314]
Infine gli va all'incontro e gli apre le porte di Milano [315]
1311 Il 6 gennajo. Enrico VII riceve a Milano la corona di ferro [316]
Pacifica le frizioni delle città di Lombardia [ivi]
Malcontento de' Milanesi per la domanda di un dono gratuito [318]
Enrico chiede ostaggi ai Guelfi ed ai Ghibellini [319]
Sedizione eccitata dai Torriani, che sono poi costretti a fuggire [320]
Ribellione della maggior parte delle città di Lombardia [321]
1311 Il 19 di maggio Enrico assedia Brescia [322]
Chiede ai legati pontificj che scomunichino i Bresciani [323]
Onorevole capitolazione accordata ai Bresciani nel mese d'ottobre [324]
Enrico viene a Genova che si dà in suo potere [325]
Malcontento de' Genovesi a cagione delle contribuzioni che loro impone [326]
1312 Trattati tra Enrico VII e Roberto re di Napoli [327]
Questi trattati sono rotti, ed il re di Napoli si apparecchia alla guerra [328]
Due deputati d'Enrico vanno in Toscana [329]
Relazione di un deputato sui pericoli corsi presso Firenze [330]
Questi deputati formano un'armata coll'ajuto dei conti Guidi [335]
Il 16 di febbrajo. Enrico si pone in viaggio da Genova per Pisa [336]
Attaccamento dei Pisani ad Enrico VII [337]
Enrico va a Roma e contrasta il possesso di questa città ai Napoletani [338]
Il 29 di giugno viene consacrato in san Giovanni di Laterano, per non poter entrare nella basilica Vaticana [339]
1312 Si ritira a Tivoli con un'armata assai indebolita [340]
In agosto aduna nuove truppe e rientra in Toscana [341]
I Fiorentini veri capi del partito guelfo; estensione della loro politica [ivi]
I Fiorentini con molto coraggio civile mancavano di coraggio militare [343]
Notabile contrasto in questa guerra tra la loro fermezza e la loro mancanza di valore [ivi]
Il 19 di settembre. L'armata imperiale si presenta alle porte di Firenze [345]
I Fiorentini ricevono considerabili rinforzi, ma non osano attaccare l'imperatore [347]
1313 Il 6 di gennajo Enrico si allontana da Firenze e si accampa a Poggibonzi [348]
Enrico fa condannare dal suo tribunale i Fiorentini ed il re di Napoli [349]
Giugne all'imperatore una nuova armata dalla Germania [351]
Il 5 agosto Enrico si pone in viaggio per attaccare il regno di Napoli [ivi]
I Fiorentini invocano la protezione del re di Napoli [352]
1313 Danno a Roberto la signoria della loro città [353]
Enrico sorpreso da una malattia a Buonconvento [354]
Il 24 di agosto muore inaspettatamente [ivi]
Sventura de' Pisani che in lui perdono il loro protettore [355]
Danno la signoria ad Uguccione della Fagiuola [356]
Capitolo XXVIII. Consolidamento dell'aristocrazia veneta; il maggior consiglio viene reso ereditario. — Vittoria d'Uguccione della Fagiuola sui Fiorentini. — Sua espulsione da Pisa e da Lucca. — Padova perde la sua libertà. — Signorie lombarde. 1313-1317 [357]
La repubblica veneta non prende parte nelle rivoluzioni d'Italia [ivi]
Lente e tacite usurpazioni del maggior consiglio [358]
1289 Il popolo tenta di ricuperare il diritto di eleggere egli stesso il doge [359]
Al doge eletto dal popolo gli elettori oppongono Pietro Gradenigo [360]
Gradenigo vuol privare il popolo di ogni parte nell'elezione del maggior consiglio [361]
1297 Il 28 di febbrajo. Decreto che ne affida l'elezione ad uno scrutinio annuale [363]
1297 Questo scrutinio viene affidato alla quarantia criminale, che in tal modo subentra ne' diritti del popolo [364]
1298-1315 Nuovi decreti per impedire l'introduzione d'uomini nuovi nel consiglio [365]
1319 Ultimo decreto che abolisce il periodico rinnovamento del maggior consiglio [366]
1299 Prima cospirazione contro la nuova aristocrazia [367]
1310 Seconda cospirazione più formidabile. Boemondo Tiepolo [368]
Il 15 giugno. I congiurati attaccano il palazzo ducale e sono respinti [369]
Convenzione tra il doge ed i congiurati, che vanno volontariamente in esilio [371]
Istituzione del consiglio de' dieci per sopravvegliare e punire i nobili [372]
Arbitrarie procedure del consiglio de' dieci; terrore che ispira [374]
Il consiglio de' dieci s'impadronisce della direzione della repubblica [375]
Il consiglio de' dieci poteva essere distrutto ogni anno se i nobili rifiutavano di rinnovarlo [377]
Due cose notabili in questo consiglio; il potere risguardato quale compenso della libertà [ivi]
1310 Mezzo di limitare un potere esecutivo immenso in una repubblica [379]
1313 Apparecchi de' Guelfi di Toscana per opprimere il partito ghibellino [382]
1314 Il 14 di marzo. Roberto viene dal papa creato vicario imperiale in Italia [383]
Trattato di pace tra Roberto, i Guelfi ed i Pisani [384]
Uguccione della Fagiuola capitano di Pisa impedisce la ratifica di questo trattato [385]
I Lucchesi obbligati di richiamare i loro esiliati ghibellini [386]
Il 14 di giugno. Uguccione della Fagiuola sorprende Lucca e l'abbandona al saccheggio [387]
I Fiorentini chiamano i principi di Napoli per far la guerra a Fagiuola [389]
1315 Undici di luglio. Filippo di Taranto e suo figlio assumono il comando de' Fiorentini [390]
Uguccione assedia Montecatini; i Guelfi tentano di fargli levare l'assedio [391]
Il 29 agosto. Battaglia di Montecatini; disfatta dei Fiorentini [392]
Tirannia d'Uguccione in Lucca e Pisa [394]
1316 Ammutinamento di Lucca occasionato dall'arresto di Castruccio [395]
1316 10 aprile. Il popolo di Pisa si rivolta contro Uguccione mentre questi marcia contro Lucca [395]
Uguccione e suo figliuolo scacciati nello stesso tempo da Pisa e da Lucca [396]
1317 In aprile. Pace fra i Ghibellini ed i Guelfi di Toscana [397]
Progetti del re Roberto sopra la Lombardia e Genova [399]
Padova si conserva libera in mezzo ai tiranni della Venezia [400]
1265-1311 I Vicentini sottomessi ai Padovani; vicendevole loro odio [401]
Gelosia tra la nobilità ed il popolo di Padova [402]
Istabilità da' Padovani e loro frequenti rivoluzioni [403]
1311 Vicenza sottratta al dominio di Padova [404]
1312 Sottomessa al governo di Cane della Scala [405]
Guerra tra Padova e Cane della Scala [409]
1313 Zuffa per la divisione delle acque del Bacchilione [409]
Potente armata de' Padovani; sua inazione [ivi]
Gelosia eccitata contro i capi del governo [410]
1314 Sedizione eccitata dai Carrara; uccisione dei due magistrati [ivi]
1314 Pericoli cui viene esposto lo storico Mussato [413]
Indisciplina dell'armata padovana [414]
I Padovani occupano un sobborgo di Vicenza [415]
Contro le loro promesse l'abbandonano al saccheggio [417]
Sono sorpresi e rotti da Cane della Scala [419]
Alleanza dei Padovani coi loro vicini [421]
20 ottobre. Pace tra Cane ed i Padovani [423]
1317 21 maggio. I Padovani violano la pace: nuovo tentativo sopra Vicenza [424]
Vantaggi ottenuti da Cane della Scala [425]
1318 23 luglio. La signoria di Padova data a Giacomo da Carrara [426]
Rivoluzioni a Cremona [428]
Cremona attaccata da Cane e da Passerino Bonaccorsi [429]
1315 5 settembre, il marchese Giacomo Cavalcabò nominato signore di Cremona [430]
1322 17 gennajo. Cremona sottomessa a Galeazzo Visconti [431]
Frequenti rivoluzioni in Lombardia [432]
Incerta situazione di tutti i tiranni d'Italia [433]
La popolazione, malgrado le frequenti rivoluzioni, non diminuisce [435]
1240-1308 Dominio di casa d'Este in Ferrara [436]
Principio delle case Bonacorsi, Scala e Polenta [437]
Protezione accordata alle lettere da Cane grande [439]
I poeti più numerosi presso i principi che nelle repubbliche [441]
Progressi dell'architettura [442]
Entrate delle piccole corti lombarde [443]
Commercio e manifatture [444]
Il popolo di Lombardia rientra nell'oscurità [446]

Fine della Tavola.

NOTE:

[1.] Giacchetto Malespini Stor. Fiorent. c. 210, t. VIII, p. 1030. — Gio. Villani l. VIII, c. 62, p. 279.