In solinga foresta, ove mi segue

L'orror del mio delitto: ogni ruscello,

L'agitar delle frondi, in cuor mi portano

Lo spavento: ah se voi pietà sentite

Dell'infelice umanità . . . . »

(cade ai piedi di Tell)

[249.] Di già in saldo di questa stessa grazia, aveva Filippo domandato al papa di fissare la sua corte in Francia, di perseguitare la memoria di Bonifacio VIII e di distruggere l'ordine de' Templari.

[250.] Gio. Villani l. VIII, c. 101 e 102.

[251.] Ferreti Vincent. Hist. l. IV, p. 1056. — Notæ Osii ad Albertum Mussatum t. X, p. 263.

[252.] Felice Osio, nel suo ridicolo commentario intorno alla storia d'Albertino Mussato, pretende scuoprire in ogni linea del suo autore qualche imitazione di Simmaco, di Macrobio, di Sidonio, di Lattanzio ecc. I tre quarti di queste imitazioni sono facilmente sogni della sua pedanteria; ed è in questo modo che vediamo sedici linee di testo dargli materiali per ottantasei pagine di note in foglio l. I, R. II, p. 39-125. Da tutti i rapporti che discopre, si può per altro conchiudere che lo stile e le idee del Mussato derivano dallo studio degli autori della bassa latinità. Rer. It. Scrip. t. X, p. 1 e seg.