[471.] Petrar. Epistolæ edit. Basil. in fol. 1071. — Mem. per la vita del Petrar. l. III, p. 328.
[472.] Frammenti di Storia Romana l. II, c. 11, p. 421.
[473.] In appresso adottò titoli più fastosi e più ridicoli: Candidatus Spiritus Sancti, Miles Nicolaus, severus et clemens, liberator Urbis, zelator Italiæ, amator Orbis, et Tribunus augustus. Ist. Pist. p. 520. — Cron. Sanese, p. 118. — Cron. Est. p. 441.
[474.] Cron. Est. p. 438.
[475.] Gio. Villani l. XII, c. 89.
[476.] Andrea Dei Cronica Sanese t. XV, p. 118.
[477.] Lo storico anonimo di Roma ci lasciò nel suo ingenuo dialetto una curiosa descrizione di questa corte. «Puoi se faceva stare denanti a se, mentre sedeva, li baroni tutti in piedi, ritti, colle vraccia piecate, e colli capucci tratti. Deh! como stavano paurosi! aveva questo Cola una sia moglie molto iovene e bella, la quale quanno ieva a santo Pietro, ieva accompagnata da iovani armati. Delle patricie la sequitavano. Le fantecche colli sottili pannicelli nanti a lo visaio li facevano viento, e innustriosamente rostavano, che soa faccia non fosse offesa da mosche. Havea uno sio zio, Janni Barbieri avea nome, Barbieri fò, e fatto fò granne signiore, e fò chiamato Janni Roscio; ieva a cavallo forte accompagnato da cittatini romani. Tutti li siei parenti ievano a paro; havea una soa sorella bedoa, la quale voize maritare à barone de castella, ec.» Frammenti di Storia Romana p. 20, p. 439.
[478.] Chronic. Estense t. XV, p. 439.
[479.] Framm. di Storia Romana l. II, c. 22, p. 443.
[480.] Ivi, c. 24, p. 447.