[407.] Gio. Villani l. XII, c. 16. — Ist. Pist. p. 494. — Andrea Dei Cron. Sanese, p. 108.

[408.] Peso per peso 3,600,000 lire; ma il valore del danaro era quadruplo del presente, ed inoltre tutti i sovrani erano infinitamente più poveri.

[409.] Gio. Villani l. XI, c. 91.

[410.] Di quest'epoca appunto abbiamo uno stato dell'entrate e delle spese della repubblica fiorentina, dettato da Giovan Villani ed in appresso copiato con poche variazioni da Marchione de Stefani. Gli è questo un curioso documento per l'economia politica e per la storia delle finanze.

Entrate della città e repubblica di Firenzedal 1336 al 1338 a fiorini d'oro del peso di72 grani, di 24 carati.
Gabella delle porte e diritto di entrata ed uscita, appaltate per un anno fior. 90,200
Gabella per la vendita del vino alla spicciolata 1/3 del valore 59,300
Estimo 30,100
Gabella del sale venduto quaranta soldi per stajo ai borghesi e venti soldi ai contadini 14,450
Entrata dei beni de' ribelli, esiliati e condannati 7,000
Gabella sui prestatori ed usuraj 3,000
Prestazione dei nobili possidenti nel territorio dello stato 2,000
Gabella dei contratti (iscrizioni in ipoteca) 11,000
Gabella dei macellaj di città 15,000
Gabella dei macellaj di campagna 4,400
Gabella degli albergatori 4,050
Gabella delle farine e mulini 4,250
Tassa sui cittadini nominati podestà in paesi esteri 3,500
Gabella delle accuse 1,400
Prodotto della zecca sulle monete d'oro 2,300
Simile per le monete di rame 1,500
Rendita dei beni del comune e de' pedaggi 1,600
Gabella sui mercanti di bestie in città 2,150
Gabella per la verificazione dei pesi e delle misure 600
Immondezza ed affitto dei vasi d'Orsanmichele 750
Gabella sugli albergatori di campagna 550
Gabella dei mercanti della campagna 2,000
Ammende e condannazioni delle quali si ottengono il pagamento 20,000
Mancanza de' soldati (per esempio a titolo di dispensa dalla milizia) 7,000
Gabella sulle porte delle case di Firenze 5,550
Gabelle sulle fruttajuole e venditrici alla spicciolata 450
Licenza per portar armi a 20 soldi per testa 1,300
Gabella dei sergenti 100
Gabella sulla zattera dell'Arno 100
Gabella dei revisori delle guarenzie date alla comunità 200
Parte spettante allo stato dai diritti percetti dai consoli delle arti 300
Gabelle sui cittadini abitanti in campagna 1,000
fior. 297,100
Gabella sulle possessioni di campagna
Gabella sulle battaglie senz'armi
Gabella di Firenzuola
Gabella de' mulini e pescagioni
Il totale oltrepassa fior. 300,000

[411.] Spese della repubblica di Firenze dal 1336 al 1333 in lire fiorentine, valutato il fiorino d'oro lir. 3, sold. 2.

Salario del podestà e della sua famiglia, cioè arcieri e birri lir. 15,240
Salario del capitano del popolo e della sua famiglia 5,880
Salario dell'esecutore dell'ordinanza di giustizia 4,900
Salario del conservatore con cinquanta cavalli e cento fanti (ufficio straordinario ben tosto abolito ) 26,040
Giudice delle appellazioni sui diritti della comunità 1,100
Ufficiale incaricato di contenere il lusso delle donne 1,000
Ufficiale del mercato d'Orsanmichele 1,300
Ufficio del salario delle truppe 1,000
Ufficio delle paghe morte ai soldati 250
Tesorieri del comune loro ufficiali e notaj 1,400
Ufficio delle entrate fondiarie del comune 200
Custodi e guardie delle prigioni 800
Tavola dei priori e della loro famiglia in palazzo 3,600
Salario dei donzelli del comune e dei guardiani delle torri del podestà e dei priori 550
Sessanta arcieri e loro capitano in servigio dei priori 5,700
Notajo delle riformazioni col suo ajutante 450
Leoni, torcie, lumi e fuoco in palazzo 2,400
Notajo al palazzo de' priori 100
Salario degli arcieri ed uscieri 1,500
Trombetti del comune 1,000
Elemosine ai religiosi ed agli spedali 2,000
Seicento guardie di notte in città 10,800
Stendardi per le feste e corse de' cavalli 310
Spie e messaggieri del comune 1,200
Ambasciatori 15,500
Castellani e guardie delle fortezze 12,400
Approvvigionamento annuale di armi e freccie 4,650
Fior. 39,119 a lir. 3, ss. 2 per fiorino lir. 121,270

I lavori alle mura, ai ponti, alle chiese formano la spesa straordinaria unitamente al soldo delle milizie di guerra. In tempo di pace la repubblica non manteneva che settecento in mille cavalli ed altrettanti pedoni.

[412.] Calcolando in ragione di 5,800 in 6,000 battesimi all'anno, lo stesso Villani ritiene la popolazione di Firenze assai più bassa, ma nella peste, del 1348, morì più gente in Firenze, che il Villani non credeva trovarsi in città.

[413.] Gio. Villani l. XI, c. 93. Il collegio dei giudici era composto di ottanta in cento persone; quello de' notai di seicento. Eranvi sessanta tra medici e chirurgi, cento farmacisti o droghieri, cento quarantasei maestri muratori o falegnami, trecento maestri o calzolaj; non erasi potuto calcolare il numero de' merciajuoli perchè avevano botteghe ambulanti. Ibid.