[273.] Ecco il dialetto del popolo di Roma, nel quale trovasi scritto il frammento di storia romana, comunemente intitolato vita di Cola da Rienzo. Riportando questo passo, faccio ad un tempo conoscere questo dialetto. L'arma puse ioso in tutto, dolore ene da recordarese. Forficaose la varva, e tenzese la faccia de tenta nera. Era là da priesso una caselluccia, dove dormea lo portanaro. Entrato là, tolle uno vecchio tabarro de vile panno, fatto a lo muodo pastorale campanino. Quello vile tabarro vestio; puoi se mese in capo una coitra de lietto, e così divisato ne veo ioso. Passa la porta la quale fiariava; passa le scale, e lo terrore de lo solaro che cascava. Passa la intima porta liberamente; fuoco non lo toccao, e misticaose co li aitri, desformato desformava la favella, ec.
[274.] Frammenti di Storia Romana, l. III, p. 543. — Matteo Villani, l. IV, c. 16.
[275.] Chronic. Esten. t. XV, p. 476-482.
[276.] Matteo Villani, l. III, c. 94.
[277.] Dipingendo il carattere di Carlo IV conviene scegliere tra due opposte tradizioni. Gli storici di Boemia e di Lucca ne parlano sempre coll'entusiasmo della riconoscenza, mentre quelli di tutto il restante della Germania e dell'Italia, gli attribuiscono il carattere che qui gli abbiamo dato. Carlo fu, a non dubitarne, un buon re per la Boemia; ma gli storici non boemi possono lusingarsi che i monumenti della sua magnificenza, o ancora le sue buone leggi, bastino a distruggere il giudizio che tutti i suoi contemporanei hanno di lui dato. Vedasi non pertanto il panegirista di Carlo, Franz Martin Pelzel. Vorrede Zur Kaiser Karl der Viene, t. I.
[278.] Matteo Villani, l. III, c. 103.
[279.] Joh. de Bazano Chron. Muttin. p. 619.
[280.] Ivi, p. 620. — Matteo Villani, l. IV, c. 11 e 12.
[281.] Matteo Villani, l. IV, c. 25. — Petri Azarii Chron., t. XVI, p. 334. — Bernard. Corio Storia di Milano, p. III, p. 229.
[282.] Matteo Villani, l. IV, c. 28. — Petri Azarii Chron., t. XVI, p. 337.