[89.] La bolla riportata da Raynaldo parla delle più alte dignità, ma non della corona. È per altro probabile che sia mancante, poichè non solo il Giannone, ma papa Pio II, dicono espressamente, che Eugenio abilitò Ferdinando a succedere al padre. Raynal. An. 1444, § 20, p. 304. — Giannone, l. XXVI, c. 2, p. 496. — Pii PP. II, comment., l. I, p. 29.

[90.] Ann. Eccl. 1445, § 1-11, p. 305-310.

[91.] Giannone, l. XXVI, c. 3, p. 499. — L'annalista della Chiesa, per non mettere Calisto III in troppo aperta contraddizione cogli atti dei suoi predecessori, travisò una parte di questi fatti. Soppresse le prime due bolle di Niccolò V, ma perchè riferisce la terza (1445, § 3 e 4, p. 427) colla quale il papa guarentisce la successione di Ferdinando, il diritto di questo principe al trono di Napoli resta, ancora per suo conto, bastantemente stabilito.

[92.] Giannone Ist. civile, l. XXVI, c. 3, p. 496.

[93.] Raynald. An. Eccl., 1458, § 32, 33, p. 517. — Jov. Pontanus de bello Neapolitano, l. I. Il Pontano, uno de' più illustri letterati del quindicesimo secolo, era segretario di Ferdinando I, quando scriveva questa storia. Lo fu in appresso d'Alfonso II, e di Ferdinando II. Adoperato nelle più onorevoli missioni diplomatiche, ne' più importanti trattati, fu inoltre il maestro di Alfonso II. Successe ad Antonio Beccadelli, conosciuto sotto il soprannome di Panormitano, nella presidenza dell'accademia di Napoli, e le sue poesie latine, più che gli altri suoi scritti, formarono la di lui fama. (Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., t. VI, l. III, c. 4, § 29-30, p. 886.) La sua storia della guerra di Napoli divisa in sei libri è scritta con molta eleganza. L'autore ebbe grandissima cura di dipingere i luoghi e gli uomini, indicando con un colpo d'occhio sicuro ciò che caratterizza ogni governo, e mostrando una straordinaria accortezza nell'introdurre ne' suoi racconti il ritratto de' popoli stranieri, o il racconto delle rivoluzioni che si legano ai tempi di cui tratta. L'edizione in 4.º di cui mi sono valso (Haganovae 1530) non ha numerate le pagine, onde indicai i fogli per le lettere d'impressione. Fu ristampato nel Thesaur. Antiq. Ital., t. IX, p. III.

[94.] Jo. Simonetae Hist., l. XXVI, p. 685.

[95.] Ann. Eccles. 1458, § 40, p. 520. — Stefano Infessura Diar. Rom., t. III, p. II, p. 1138.

[96.] Vita Pii II per Jo. Anton. Campanum, t. III, p. II, p. 969, 970.

[97.] Ivi, p. 971.

[98.] Pio II, nel commentario della propria vita, l. I, p. 30, 31, dà curiose notizie intorno al conclave in cui fu eletto.