[277.] Marinus Barletius, l. XII, p. 359. — Questo storico parla di due spedizioni di Maometto II nell'Epiro in due consecutivi anni, di due assedj di Croja, di due ritirate del sultano dopo inutili tentativi. Siccome queste campagne non differiscono l'una dall'altra, e non essendovi che diciassette mesi di distanza tra la morte di Pio II e quella di Scanderbeg, ho sospettato che Barlezio abbia raccontato due volte di seguito gli stessi avvenimenti. La Cronologia di Barlezio non può rettificarsi che difficilissimamente, perchè nel racconto di una vita di 63 anni, e di un regno di ventiquattro, non nota mai altre date che quelle delle poche lettere da lui riportate. L'imitazione degli antichi ha formato, e talvolta ancora guastato questo storico, la di cui lettura offre tanti allettamenti: Nato a Scutari nell'Albania, educato nello stesso paese di cui scrisse la storia, conosce i luoghi e gli uomini, e li dipinge con una verità ancora più rara che l'eleganza del suo stile. Gli è vero che la parzialità pel suo eroe nuoce talvolta alla sua sincerità, e travisa gli avvenimenti ed i caratteri. Avvicina con arte l'antichità ai moderni tempi; ostenta molte cognizioni classiche a canto a quelle della politica e dell'arte militare dei Turchi e degli Albanesi; ed in particolare mostrasi animato d'un vivo entusiasmo per la religione, per la libertà e per la gloria del suo paese. Le arringhe, frequenti nella sua storia, sono spesso notabili per la loro eloquenza. Talvolta a dir vero sentesi troppo aperta l'imitazione dell'antico ne' suoi oratori e ne' suoi guerrieri, e non distinguesi che confusamente il senatore o il soldato epirota sotto la toga o la corazza romana ond'è vestito.
[278.] Marin Sanuto Vite dei Duchi, p. 1183.
[279.] Marinus Barletius, l. XIII, p. 367.
[280.] Ivi, l. VII, p. 199.
[281.] Marinus Barletius, l. XIII, p. 367.
[282.] Marinus Barletius, l. XIII, p. 370.
[283.] Marinus Barletius, l. XIII, p. 371 ed ultima.
[284.] Giovanni Castriotto ebbe varj figli, che nel regno di Napoli portarono i titoli di duchi di san Pietro in Galatina e di Ferrandina, di marchesi d'Atripalda e di Città di sant'Angelo. Questi diversi rami di Castriotti napolitani pare che tutti si spegnessero nel sedicesimo secolo. Familiæ Dalmaticæ et Sclavonicæ Ducangii, p. 269.
[285.] Epist. Pauli II ad Philippum Burgundiæ Ducem; apud Card. Pap. Epist., n.º 163. — Ann. Eccl. 1466, § 2, p. 178.
[286.] Phranza Protovestiarius, l. III, c. 26, p. 126. — Leunclavius Ann. Turcici, p. 257. — Gio. Batt. Pigna Stor. de' Principi d'Este, l. VIII, p. 728. — Demetrius Cantemir Hist. Ottom., l. III, c. 1, § 21, p. 109.