[472.] M. A. Sabellici Dec. III, l. X, f. 218. — Coriol. Cepio, l. III, p. 360.

[473.] And. Navagero Stor. Ven., p. 1138. — M. A. Sabellici Dec. III, l. IX, f. 216. — Coriol. Cepio, l. II, p. 357.

[474.] And. Navag., p. 1139. — Coriol. Cepio, l. III, p. 360.

[475.] And. Navagero Stor. Venez., p. 1140. — M. A. Sabellici Dec. III, l. X, f. 219. — Coriol. Cepio, l. III, p. 362.

[476.] And. Navagero Stor. Venez., p. 1141. — Gio. Batt. Pigna Stor. de' Princ. d'Este, l. VIII, p. 784. — Vite Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1063. — Stefano di Lusignano, che scrisse la storia di Cipro, circa un secolo dopo tali avvenimenti, attribuisce a veleno la morte di Giacomo il Postumo, come pure quella di suo padre. Se dobbiamo credergli, la repubblica di Venezia si disfece degli ultimi Lusignani, ed occupò il regno, con una lunga serie di delitti. Queste accuse vennero ripetute dai Savojardi, i di cui duchi, dopo la morte di Luigi e di Carlotta, presero il titolo di re di Cipro (Guichenon Hist. Généal. de la maison de Savoie) e l'annalista della Chiesa sembra ammettere tali imputazioni. Rayn. ad an. 1473, § 31, p. 263.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Uniade/Unniade e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.