[139.] Il nostro autore, che d'ordinario si mostra parziale per gl'Italiani, pare che in questa circostanza accordi la vittoria piuttosto all'accortezza che al vero valore de' campioni italiani. Oltre i citati autori e molti altri che non importa ricordare, non dobbiamo ommettere il frammento di un poema latino del Vida, pubblicato in Milano nel 1818, e probabilmente dall'autore non veduto. Io mi limiterò a riferire, secondo lo stesso Vida, i nomi de' guerrieri italiani:

[140.] Fr. Guicciardini, l. V, p. 271.

[141.] Fr. Guicciardini, p. 273. — Jac. Nardi Ist. Fior. l. IV, p. 127. — Scip. Ammirato, l. XXVII, p. 265.

[142.] Scip. Ammirato, l. XXVII, p. 266. — Jac. Nardi, l. IV, p. 128. — Fr. Guicciardini, l. V, p. 270.

[143.] Diar. Ferrar., t. XXIV, p. 397-405. — P. Bembi Ist. Ven., l. VI, p. 128. — Burchardi Diar. Cur. Rom., p. 2133 e 2136.

[144.] Burchardi Diar. Cur. Rom., p, 2096.

[145.] Burchardi Diar. Cur. Rom., p. 2122, 2123. — Jac. Nardi Ist. Fior., l. IV, p. 126. — Raynal. An. Eccl. 1501, § 21, p. 511.

[146.] Burchardi Diar. Cur. Rom., p. 2134.

[147.] Il signor Roscoe nella vita di Leon X, t. 1, si sforza di voler difendere da così gravi imputazioni la duchessa di Ferrara, Lucrezia Borgia, ma trattò l'argomento piuttosto da retore che da storico imparziale. Avrebbe fatto miglior senno ad abbandonare le difese della Borgia prima del suo matrimonio con Alfonso d'Este, per dimostrarla savia principessa dopo quest'epoca, ai quale oggetto non doveva che distruggere qualche sospetto di soverchia domestichezza con Pietro Bembo e con qualche altro illustre personaggio; potendosi in generale asserire che alla corte di Ferrara si contenne come si conviene a saggia e colta principessa. N. d. T.