[305.] Fr. Guicciardini l. VI, p. 341. — N. Macchiavelli Legaz. II alla corte di Francia, lett. I e seg., p. 501 e seg. — Jac. Nardi Ist. Fior. l. IV, p. 160. — Fr. Belcarii Com. Rer. Gal. l. X, p. 283. — Si rileva da una lettera di Niccolò Valori alla signoria, che la ratifica della tregua era seguita alla corte di Francia in Lione, l'11 febbrajo; pure il Leonardi, t. II, la riferisce al 31 di marzo. — Legaz. di Niccolò Macchiavelli alla corte di Francia lett. IX e X, p. 533.
[306.] Seconda Legaz. di Niccolò Machiavelli alla corte di Francia, passim e special. Lett. di Nicolò Valori di Lione, 11 febbrajo, t. VI, p. 534.
[307.] Fr. Guicciardini, l. VI, p. 341. — P. Bembi Ist. Ven. l. VII, p. 140. — Rayn. An. Eccl. 1504, § 9, 10 e 11, t. XX, p. 10.
[308.] Raynaldi An. Eccl. 1504, § 36 e 37, t. XX, p. 17.
[309.] Fr. Guicciardini, l. VII, p. 341. — Fr. Belcarii Comm. Rer. Gallic., l. X, p. 284. — Lodovico, che fuggì a Venezia, essendo colà morto senza prole, fu l'ultimo della casa degli Ordelaffi. Ecco una tavola cronologica della successione di questi principi.
| Mainardo di Susinana, primo signore di Forlì. | |||
| 1276 | Sinibaldo, figlio di Mainardo, ucciso nel suo letto dal popolo. | ||
| 1310 | Scarpetta, Pino e Bartolommeo degli Ordelaffi, posti in prigione da Roberto re di Napoli. | ||
| 1317 | Cecco degli Ordelaffi, capitano perpetuo del popolo di Forlì, morto nel 1331. | ||
| 1331 | Francesco degli Ordelaffi, fratello di Cecco, signore di Forlì, Forlimpopoli e Cesena. Sua moglie, Marzia di Susinana, è forzata di cedere Cesena al papa il 21 giugno del 1357; e Forlì il 4 luglio del 1359. Francesco fa la guerra da condottiere e muore a Venezia nel 1374. | ||
| 1373 | Sinibaldo, figlio di Francesco, rientra in Forlì spalleggiato dai Fiorentini. Viene riconosciuto come vicario della santa sede nel 1379. Tradito da' suoi nipoti, viene posto in prigione il 13 dicembre del 1385. | ||
| 1385 | Cecco II | nipoti e successori di Sinibaldo | morto il 19 luglio del 1401. |
| Pino | morto l'8 settembre del 1405. | ||
| 1405 | Antonio, figlio in tenera età di Cecco II, ridotto allo stato di cittadino della repubblica di Forlì; esiliato dal legato B. Cossa; arrestato in agosto del 1411 da suo cugino Giorgio; richiamato alla signoria in luglio del 1425; morto il 4 agosto del 1448. | ||
| 1410 | Giorgio Ordelaffi, signore di Forlimpopoli; 1411 signore di Forlì; fa arrestare suo cugino Antonio in agosto del 1411; viene riconosciuto dalla santa sede il 26 dicembre del 1418; muore il 25 di gennajo del 1422. | ||
| 1422 | Teobaldo, figlio di Giorgio, di nove anni, sotto la tutela di Lucrezia degli Alidosi, sua madre, viene scacciato da sua zia Catarina, che stabilisce Antonio; muore in luglio del 1425. | ||
| 1448 | Cecco III | figli di Antonio e suoi successori nella signoria di Forlì | morto il 22 aprile del 1466. |
| Pino II | morto nel 1480. | ||
| 1480 | Sinibaldo II, figlio naturale di Pino II, è riconosciuto per signore, malgrado l'opposizione de' legittimi figli di Cecco III; scacciato lo stesso anno da Girolamo Riario. | ||
| 1480 | Girolamo Riario, nipote di Sisto IV, acquista nel 1473 la signoria d'Imola, occupa nel 1480 quella di Forlì: è ucciso il 15 aprile del 1488. | ||
| 1488 | Ottaviano Riario, figlio del precedente, sotto la tutela di sua madre Catarina Sforza; spogliato da Cesare Borgia, in dicembre del 1499 di Imola, ed in gennajo del 1500 di Forlì. | ||
| 1503 | Antonio degli Ordelaffi, figlio di Cecco III, rientra in Forlì in tempo della prigionia del Borgia: muore nel 1504. | ||
| 1504 | Lodovico, suo fratello naturale, vuole dare Forlì ai Veneziani ed è scacciato da Giulio II; vi ritorna, ed è di nuovo scacciato nel 1505. Muore in Venezia. | ||
Da Sansovino, nelle sue Famiglie illustri d'Italia, è riportata al f.º 17 una tavola genealogica degli Ordelaffi; ma molto inesatta. Non diede quella dei Riarj, che non ricuperarono meglio degli Ordelaffi la sovranità di Forlì.
[310.] P. Bembi Ist. Ven,, l. VII, p. 141.
[311.] Fr. Guicciardini, l. VI, p. 347.
[312.] Fr. Guicciardini, l. VI, p. 348. — P. Bembi Ist. Ven., l. VII, p. 141. — Jac. Nardi Ist. Fior., l. IV, p. 169. — Rayn. An. Eccl. 1505, § 1, t. XX, p. 20.