[INDICE]


STORIA
DELLE
REPUBBLICHE ITALIANE


CAPITOLO CXIV.

Elezione e papato d'Adriano VI; sconfitta de' Francesi alla Bicocca; convenzione di Cremona, in forza della quale sgombrano l'Italia; i Veneziani si staccano dalla Francia; ingresso di Bonnivet in Lombardia; morte di Adriano VI.

1521 = 1523.

La guerra riaccesa in Italia dalla inconsiderata ambizione di Leon X doveva, a seconda de' suoi risultamenti, decidere se gl'Italiani rimarrebbero una nazione indipendente, o se caderebbero sotto il giogo di quegli stranieri ch'essi chiamavano barbari. Non trattavasi al presente della divisione di alcune province tra potentati che potevansi risguardare come compatriotti, ma della intera nazione e della sua medesima esistenza. Nè i più grandi interessi della patria loro trattavansi oramai tra gl'Italiani; chè tutte le potenze d'Europa si occupavano della futura sua sorte; e le cagioni degli avvenimenti che cambiavano i destini dell'Italia dovevano cercarsi in lontani paesi.

Poichè potenze così formidabili quali erano le monarchie di Francia, di Spagna, di Germania, d'Inghilterra erano entrate in campo, le piccole sovranità d'Italia sentirono la comparativa loro debolezza, la quale era smisuratamente cresciuta a cagione delle ruinose guerre che da oltre venticinque anni desolavano questa infelice contrada. Avevano tali guerre consumate tutte le sue ricchezze, e distrutti i mezzi di riproduzione in un paese in addietro il più fertile, in allora il più sgraziato dell'Europa: onde Venezia, Firenze, Siena e Lucca che conservavano tuttavia il nome di repubbliche; i duchi di Milano, di Savoja, di Ferrara, ed i marchesi di Mantova e di Monferrato che si chiamavano ancora sovrani, aspettavano tremanti che la loro sorte fosse decisa dalla politica, dai trattati, o dalle armi degli oltremontani.