[371.] Contro le opinioni del nostro autore sul conto della confessione, il lettore cattolico troverà in ottimi libri chiare ed ortodosse istruzioni, senza che il traduttore debba entrare in lunghe disamine. N. d. T.

[372.] Questi abusi della credulità ingannata sono caldamente detestati dai cattolici illuminati e dallo stesso Clero, cui non devono ascriversi le prevaricazioni e le perfidie di pochi individui. N. d. T.

[373.] Intorno alla dottrina della predestinazione, leggasi il prezioso libro di sant'Agostino de Correctione et Gratia, che rischiara tutte le opposizioni fondate sull'umano raziocinio. N. d. T.

[374.] L'autore generalizza forse troppo questi principj; poichè, se non altro in pratica, fu sempre permesso ai dotti l'esame delle verità non rivelate. N. d. T.

[375.] Cioè di quegl'ignoranti ecclesiastici abborriti anche dai dotti ed illuminati teologhi, che alla semplice e santa morale del vangelo sostituirono superstiziose pratiche ed insegnamenti che non possono, senza ingiustizia, imputarsi alla chiesa. N. d. T.

[376.] Queste idee dell'autore, alquanto astratte, o peccano d'oscurità, o sono esagerate. Gratuita ad ogni modo può chiamarsi l'asserzione di non avere la bella letteratura prodotta verun'opera singolare. N. d. T.

[377.] Sebbene alquanto copertamente, si viene dal nostro autore tacciando gl'Italiani di non voler abbandonare il classicismo per seguire i settentrionali. Più modesto del signor Schlegel e di madama de Stael ec., non osa far pompa delle nuove dottrine del così detto romanticismo; ma ne sparge accortamente i semi. Sì: gl'Italiani si gloriano di pensare come i classici greci e latini, e d'imitarli; e penseranno ancora come i settentrionali e gli imiteranno, quando questi sapranno produrre più perfette cose che finora non hanno prodotte. N. d. T.

[378.] Nel Collegio Romano, risguardato come il principale stabilimento d'educazione del mondo cattolico, ogni scolaro deve ogni giorno ripetere, oltre varie altre preghiere, cento sessanta volte l'Ave Maria.

[379.] Nel supposto dell'autore, l'ubbidienza che gl'Italiani avrebbero prestata ai loro principi non sarebbe stata libera, ma cieca e servile; e gl'illuminati sovrani della presente età, richiedendo dai loro sudditi una ragionevole ubbidienza, non vorranno abbandonarli più oltre al monachismo. N. d. T.

[380.] I descritti abusi, forse praticati da qualche sovrano d'Italia, giovano a far meglio sentire la retta e paterna amministrazione degli altri. N. d. A.