Fu scritto che tra quest'opera ed una storia propriamente detta corra quella medesima differenza, che si riscontra tra un quadro di figura ed un paesaggio, dove ciò che si guadagna rispetto allo splendor della scena, si perde poi rispetto agli eroi che vi agiscono e al movimento drammatico. La sentenza può accogliersi come giusta, se con essa s'intese soltanto di mettere in più viva luce la lodevole sobrietà dell'Autore, che in tanta ricchezza di materiali non ha voluto giovarsi se non di quelli, che più strettamente facevano al suo scopo, per non recare soverchio ingombro turbare l'armonia dell'insieme. Egli è un fatto che nel leggere il libro del signor Burckhardt ci par quasi di essere trasportati nel bel mezzo di una selva incantata, dove a nostro agio possiamo abbracciar con lo sguardo l'infinito serpeggiar de' viali, le vedute, i prospetti, e dove qua e là fra i boschetti vediamo, ad un suo cenno, spuntare ora la testa, ora il braccio marmoreo di una statua, or, mezzo nascoste tra il verde, le magnifiche forme di un gruppo, senza che per questo ne sia dato di maggiormente avvicinarci, o che i nostri sforzi per afferrarne più intrinsecamente le parti, restino compiutamente appagati. Ma l'apparente manchevolezza nei particolari, voluta dall'indole stessa sintetica del lavoro, non è difetto, e infondata affatto sarebbe l'accusa, se nella brevità impostasi dall'Autore altri volesse scorgere una lacuna effettiva, che, ove realmente esistesse, nessun titolo, per quanto modesto, avrebbe potuto giustificare. Altra cosa è il lavorar sulle fonti che si conoscono, lo studiarle e il confrontarle fra loro per accertar fatti, precisar date e arricchire di nuovo materiale utile la grande suppellettile storica; altro il mirare ad abbracciar in un tutto e a mettere in più vera e piena luce i risultati acquistati alla spicciolata e ridurli in armonia con disegno artistico, per renderli più accetti all'universale e per distribuire i frutti del sapere anche a coloro, cui manca l'agio o la volontà di attingere alle fonti originali. Evidentemente il signor Burckhardt si attenne di preferenza al secondo di questi due metodi, come quello che meglio anche rispondeva al suo scopo, di darci un'idea chiara e compiuta del tempo preso a trattare, anzichè di rettificare o correggere questo o quel fatto particolare. L'opera sua non va dunque giudicata come una semplice opera di erudizione, benchè questa non vi faccia difetto in nessun punto dove è domandata, ma bensì come una di quelle che, mantenendosi in una sfera più elevata, mirano innanzi tutto a tener desto lo spirito della scienza e rammentano agli scopritori ed investigatori solitari, che l'indagine per sè sola non basta. Come tale essa porta realmente la vita, il movimento, il colore in un cumulo di materiali che, senza una parola vivificante, avrebbero chi sa per quanto ancora, continuato a rimaner lettera morta, e risponde pienamente alle esigenze della critica più severa, perchè nel fatto dà più di quanto in sul principio non sembri promettere, e perchè riempie al tempo stesso, e nel miglior modo che mai si potesse desiderare, una lacuna, che era pur sempre rimasta aperta rispetto ad uno dei periodi più luminosi della nostra storia.
Assumendo l'incarico di rendere accessibile all'universale dei nostri compatriotti un libro scritto con tanta serietà di propositi e con sì piena coscienza della dignità e dell'alta missione della storia, noi ci lusinghiamo di aver fatta opera, che non debba parere nè superflua ai bisogni del nostro paese, nè discara a quanti amano fra noi l'incremento de' buoni studi. Altri giudicherà come abbiamo soddisfatto agli obblighi nostri di fronte al Pubblico ed all'Autore. A noi non resta che d'invocare l'indulgenza di entrambi e di porgere a quest'ultimo il tributo della nostra più viva riconoscenza per la squisita cortesia, colla quale, autorizzando la nostra traduzione, volle arricchirla di numerose aggiunte e correzioni inedite, che danno un pregio tutto affatto speciale alla presente edizione e la pongono, per questo riguardo, al di sopra delle stesse edizioni finora comparse del testo tedesco.
Mantova, 1º Dicembre 1875.
Il Traduttore.
A
LUIGI PICCHIONI
VENERATO MAESTRO COLLEGA ED AMICO
L'AUTORE