[37]. Poggii, Hist. florent. pop. l. VII, presso Muratori, XX, col. 381.
[38]. Senarega, De reb. Genuens., presso Murat. XXIV, col. 575.
[39]. Sono numerati nel Diario ferrarese, presso Murat. XXVI, col 203. Cfr. Pii II Comment. II, pag. 102.
[40]. Marin Sanudo, Vite de' Duchi di Venezia, presso Murat. XXII, col. 1113.
[41]. Varchi, Stor. fiorent. I, p. 8.
[42]. Soriano, Relaz. di Roma 1533, presso Tommaso Gar. Relazione, pag. 281.
[43]. Per ciò che segue conf. Canestrini nella Introduzione al tom. XV dell'Arch. Stor.
[44]. Cagnola, Arch. Stor. III. pag. 28: et (Filippo Maria) da lei (Beatr.) ebbe molto texoro e dinari, e tutte le giente d'arme del dicto Facino, che obedivano a lei.
[45]. Infessura, presso Eccard, Scriptor. II, col. 1911. L'alternativa che Machiavelli pone al condottiero vittorioso, veggasi nei Discorsi. I, 30.
[46]. Se essi abbiano avvelenato anche l'Alviano nel 1516 e se sieno giusti i motivi addotti per ciò, veggasi uno scritto di G. Prato inserito nell'Arch. Stor. III, pag. 348. — Dal Colleoni la Repubblica si fece nominare sua erede, e dopo la sua morte avvenuta nel 1475 ordinò una formale confisca di tutti i suoi beni. Cfr. Malipiero, Annali veneti nell'Arch. Stor. VII, I, p. 224. Essa si mostrava assai soddisfatta, quando i condottieri depositavano il loro danaro in Venezia. Ibid. pag. 351.