[195]. Pii II Commentarii, L. IV, p. 190 ad a. 1459.
[196]. Paul. Jovius, Elogia. Ciò fa ricordare Federigo di Urbino, che si sarebbe vergognato di tollerare nella sua biblioteca un libro stampato. Cfr. Vespas. fiorent.
[197]. Porcellii Commentaria Jac. Piccinini presso Murat. XX. Una continuazione per la guerra del 1453 ibid. XXV.
[198]. Per isbaglio il Porcellio dice Scipione Emiliano, mentre intende il vecchio Africano.
[199]. Simonetta, Hist. Franc. Sfortiae, presso Murat. XXI, c. 630.
[200]. Egli viene trattato anche come tale. Cfr. Bandello, parte I, nov. 40.
[201]. Cfr. per es. De obsidione Tiphernatium nel 2.º volume dei Rer. ital. scriptores ex codd. florent., col. 690. Avvenimento molto caratteristico dell'anno 1474. — Il duello del maresciallo Boucicault con Galeazzo Gonzaga 1406, presso Cagnola, Arch. Stor. III, p. 25. — Come Sisto IV onorasse i duelli delle sue guardie, è raccontato dall'Infessura. I suoi successori emanarono Bolle contro il duello in generale. Sept. Decretal. V, tit. 17.
[202]. I particolari nell'Arch. Stor. Append. T. V., ed in una lettera presso Baluz. Miscell. III, p. 158, nella quale le truppe dello Sforza sono rappresentate come una delle più terribili orde di mercenari, che sieno mai state.
[203]. Una volta per sempre rimandiamo qui alla Storia dei Papi di Ranke (v. I), e a quella di Sugenheim Sull'origine e lo sviluppo dello Stato della Chiesa.
[204]. Sull'impressione delle benedizioni di Eugenio IV in Firenze veggasi Vespas. fiorent. 18. — Sulla maestà delle funzioni ecclesiastiche di Niccolò V, v. Infessura (Eccard. II, col. 1883 e segg.) e J. Manetti Vita Nicolai V (Murat. III, II, col. 923). — Sugli omaggi resi a Pio II, v. Diario ferrarese (Murat XXI. col. 205), e Pii Comment. passim, specialmente IV, 201, 204, XI, 562. Anche assassini di professione non osano attentare alla vita del Papa. — Le grandi funzioni in chiesa furono trattate come cosa di molta importanza dal vanitoso Paolo II (Platina, l. c. 321) e da Sisto IV, che, ad onta della podagra, celebrò seduto la Messa pasquale (Jac. Volaterranus, Diarium, Murat. XXIII, col. 131). In modo abbastanza notevole il popolo fa distinzione tra la forza magica della benedizione e l'indegnità di chi benedice: quando il Papa nel 1481 non volle dar la benedizione nel dì dell'Ascensione, non gli mancarono maledizioni e imprecazioni (Ibid. col. 133).