Usque madentem.

At simul longo satiatus aevo

Liquerit terras, dapibus Deorum

Laetus intersit, potiore mutans

Nectare Bachum».

[574]. Firenzuola. Opere, vol. IV, p. 147 e segg.

[575]. Nic. Valori; Vita di Lorenzo, passim. — La bella istruzione a suo figlio, il cardinale Giovanni, presso Fabroni, Laurent. Adnot. 178 e nelle Appendici di Roscoe, Vita di Lorenzo.

[576]. Joh. Pici Vita, auct. Joh. Franc. Pico. — La sua Deprecatio ad Deum, nella Deliciae poetar. italor.

[577]. Sono i canti intitolati: l'Orazione (Magno Dio, per la cui costante legge ecc. presso Roscoe, Leone X, ed. Bossi, VIII, p. 120), l'Inno (Oda il sacro inno tutta la natura ecc. presso Fabroni, Laurent. Adnot. 9). L'Altercazione (Poesie di Lorenzo il Magnifico, I, p. 265); nell'ultima Raccolta sono stampate anche le altre poesie qui nominate.

[578]. Se si potesse credere che il Pulci in qualsiasi punto del suo Morgante tratti sul serio le cose religiose, ciò dovrebbe valere specialmente rispetto al canto XVI, str. 6: il discorso in senso deistico della bella Antea, che è pagana, è forse l'espressione la più spiccata del modo di pensare, che prevaleva fra gli amici di Lorenzo: i discorsi poi del demonio Astarotte altrove citati (v. pag. 301 e 306 nota) ne formano come il complemento.