[294]. Tutti i trionfi, carri, mascherate o canti carnascialeschi, Cosmopoli 1870. — Macchiavelli, Opere minori, p. 505. — Vasari VII, p. 115, Vita di Piero di Cosimo, al quale ultimo s'attribuisce una parte principale nella formazione di queste feste.
[295]. Discorsi, L. I, e. 12. Anche nel c. 55 è detto l'Italia essere più corrotta di qualunque altro paese, e seguirla poi più dappresso la Francia e la Spagna.
[296]. Paul Jov., Viri illustres: Joh. Gal. Vicecomes.
[297]. Sul conto, in cui è tenuto il sentimento d'onore nel mondo attuale cfr. le osservazioni profonde di Prévost-Paradol, la France nouvelle L. III, chap. 2, (scritte nel 1868).
[298]. Franc. Guicciardini, Ricordi politici e civili, N. 118. (Opere inedite, vol. I).
[299]. Il suo più immediato riscontro è Merlin Coccai (Teofilo Folengo), la cui Macaroneide, (v. vol. I, pag. 216 e 362), Rabelais certamente conobbe e cita anche frequentemente (Pantagruele, L. II, ch. 1 e 7, sulla fine). Si può anzi ritenere che l'impulso a scrivere il Gargantua e il Pantagruele sia venuto all'autore dalla lettura di quel poema.
[300]. Gargantua, L. I, chap. 57.
[301]. Vale a dire bennato nel senso il più elevato, perocchè Rabelais, figlio dell'oste di Chinon, non ha qui alcun motivo di accordare alla nobiltà, come tale, verun privilegio. — La predica del Vangelo, della quale parla l'iscrizione, che sta all'ingresso dell'edifizio, non si concilierebbe troppo con tutto il resto della vita dei Telemiti: essa è inoltre piuttosto d'indole negativa, in quanto accenna ad una certa resistenza agli ordini della Curia romana.
[302]. Vedi il suo Diario (in estratto) presso Delécluze, Florence et ces vicissitudes, vol. 2. — Cfr. sopra, pag. 79.
[303]. Infessura, ap. Eccard, Scriptt. II, col. 1992. — Cfr. vol. I, pag. 147 e segg.