Circa la mezzanotte una coppia furtiva si avanzava per uno dei vialetti, non illuminati.

I due innamorati godevano gli splendori di quella notte, soave come un bel sogno, nell'armonia delle orchestre, nelle grida garrule della folla, nello scintillìo di miriadi di lumi, come se la terra si fosse cosparsa di stelle di fuoco.

Il venticello notturno alitava all'intorno, come per portar con sè le promesse, i giuramenti, che si scambiavano in quelle ore incantevoli i cuori appassionati.

—Mi amerai sempre?—diceva l'uomo sommessamente, accostando il labbro all'orecchio della donna, a cui dava il braccio.

—Sempre! sempre!—rispondeva la donna.—Non ti pare che abbiamo abbastanza sofferto per meritare ciascuno di noi il nostro amore?… Ma… torniamo indietro.

Erano Roberto e Antonietta che, appena arrivati, lasciavano la festa.

XXVII.

Nessuno pensava più al delitto del Vicolo della Luna.

Lucertolo sentiva che le sue scoperte non erano compiute: che mancava tuttora qualche cosa a ristabilire nella sua pienezza la scena di sangue avvenuta la notte del 14 gennaio 1831.

Appena Lina fu tornata in Firenze, il birro, sebbene essa cercasse nascondersi, l'aveva subito scovata, e se le era attaccato alle calcagna.