Ma Lucertolo la teneva stretta con le sue dita, forti come tenaglie, e che le si ficcavano nelle carni floride, dure, prosperose.
—Lasciatemi!—diceva la ragazza con voce soffocata, cercando divincolarsi con sforzi disperati da quella stretta.
—Ti lascio!—rispondeva Lucertolo, mettendosi dinanzi a lei in atteggiamento umile e supplichevole.—Ti lascio ad una condizione!
—Non voglio altre condizioni—ribattè Lina indispettita.—Dovete subito andarvene!
—Anderò, ma prima voglio che tu ascolti una parola… Io sono innamorato… innamorato…
—Voi, voi innamorato… voi, Lucertolo?
—Innamorato…
—Scherzate!
—Innamorato… di te…
—Finiamola!—interruppe Lina.—Andate!…—E si avvicinava all'uscio per aprirlo.