«Ha forse essa avuto paura, mettendo il piede in quella soglia di sozzure, di contaminarsi, di lasciarvi il proprio candore?
«Perchè il processo inquisitorio è muto su tutti questi particolari?
«Perchè noi non sappiamo oggi—e l'elevatissimo accento dell'avvocato scuoteva tutti—chi è entrato nell'immondo raddotto della Palla tra la sera e la notte del 14 gennaio, se qualcuno vi entrò titubante, eccitando sospetti; infine perchè non si è cercato anche là, dove ben potevano trovare, o cercare asilo un delinquente, e i complici, gli ausiliarii di un delinquente?
«Altra lacuna imperdonabile e di suprema gravità è negli atti.
«Chi ci dice dove il pittore Gandi abbia passato la sera del 14 gennaio?
«È vero che egli non poteva parlare, che non si potevano ottener da lui risposte, ma se il suo labbro era muto, perchè la polizia, l'autorità inquisitoria non è eloquente e zelante nel fornirci tutti i particolari della causa, almeno quanto è eloquente e zelante il Fisco nell'accusare questo sfortunato?
«Sopra un tal punto io debbo esser molto circospetto, alti riguardi mi prescrivono una necessaria discrezione, ma di un indizio molto importante dobbiamo tener conto, che il pittore Roberto Gandi indossava panni umili, dimessi, la sera del delitto… si era insomma travestito!
«Ciò risulta dagli atti del processo.
«Ma travestito si era a quale scopo?
«Vedete quante oscurità; quanti dubbii, quante ambagi solleva questo processo!…