—Deve parlare!—soggiunse il Lechini.

Nacque di nuovo tra gli auditori un dialogo vivace.

E, mentre i giudici erano occupati a compilare la sentenza, Lucertolo si affaccendava nella stanza degli uffici della Rota, in cui si accumulavano e si conservavano gli oggetti pertinenti a qualche delitto.

Fra tali oggetti era il tappeto, tolto dalla stanza misteriosa nel
Vicolo della Luna.

In un punto di questo tappeto si vedevano molte orme sanguigne; le orme, le traccie lasciatevi dai birri, dagli ufficiali di polizia, che erano entrati nella stanza la sera del delitto, dopo aver messo il piede sulla gora del sangue.

Lucertolo, sempre spinto dalla sua smania di ricerche, esaminava il tappeto.

Ad un tratto gettò un grido.

Fra le traccie del sangue egli ne aveva scorta una, la più singolare di tutte, poi un'altra simile, poi un'altra….

Queste traccie erano indefinite, confuse, ma rappresentavano l'orma più o meno completa di un piede scalzo. Si scorgevano le dita, in due punti diversi anche la pianta del piede.

Tale traccia non era stata di certo lasciata dagli agenti di polizia.