Tu sei un Petronciano.
To su questa susina abosina.
Tu pianti porri, e ricogli cipolle.
Tu darai la tragea a' porci.
To su questi quatrini, e spendigli in brusciare.
Troppo compagno d'alcun non ti far mai, che gioia più, e meno noia harai.
Tosto o buona o ria che la fama esce, fuor d'vna bocca, in infinito cresce.
Tanto male non si alloggia, che non sia peggio stare alla pioggia.
Talvolta per celar' il mio dolore, io rido e canto che mi crepa il core.
Tanto è il male, che non mi nuoce, quanto è il bene, che non mi gioua.