E alla terra parla così:
. . . . genuflesso sulle tue rugiade
Vedrò che gioie alle muscose rocce
E che conforti infonda all'arse biade
La fresca carità di quelle gocce;
Verrò le notti ad arrestar per l'ombre
Gli odorosi messaggi
Spinti alla luna dalle tue vallee
E a spiar l'amor suo calar sui raggi
E l'amor tuo salir dalle maree.
Emanazione di poesia fresca e gentile: come questa al Fuoco è davvero una vampa scoppiettante, striata, gagliarda:
Eccola; scocca e vola
Miracolosa, indomita e possente
L'elettrica scintilla
Che scatta al mondo la vittoria e leva
Dall'agitata argilla
Le fiamme dei metalli e gli occhi d'Eva.
. . . . . . . . . . . . . . . .
Dai fatui fuochi all'albe nebulose
Balza, lampeggia e crea,
E ardendo cuori e cose
Nei soli è luce e nelle teste idea.
. . . . . . . . . . . . . . . .
Ed io l'invoco con la testa ignuda
Questa tremenda dia
Che brucia a baci e a spasimi si dona;
Penetri stimma nella carne mia,
Paga se solca d'un suo raggio santo
La croce del dolor da dove io canto.
[pg!37] Dal mare dipinge più efficacemente i tumulti che le immensità:
E quanto più sollevi le procelle
Ad insultar gli scogli;
Tanto maggior la tua tristezza pare,
E fra loro accenandoti le stelle,
Ti chiameranno l'astro dei cordogli.
Ma va' per l'universo a dar l'allarme
Col tuo tetro fragore
Come in tempesta stormo di campana.
E sia quel verbo ansante di dolore
L'eco fedel d'ogni sciagura umana.
Cantando l'aria, accenna ad intuirne fantasticamente, e ne rende qualchevolta magicamente, le fluttuazioni frementi di vita e piene di mistero:
Spiriti esulta il regno tuo, vanenti
Divinità camminan le tue sfere;
Son limpide città d'ombre viventi
Queste sul capo mio tacite sere?
Non forse ospiti in seno
L'anime che migran dai petti umani
Ferme sull'ali a scongiurar l'oblio
Dai consueti mani,
Sospese in te fra il camposanto e Dio?
E quando sui sopiti
Sfiorano i sogni ed erran le visioni,
È forse allor che quei poveri estinti
Tentan parlare ai vivi...
E così dopo i quattro elementi il Checcucci ci canta i tre regni della natura, poi l'Uomo, il Sole, l'Atomo, l'Etere, la Materia, la Forza, e Dio; e quasi tutti i canti hanno un corruscare multicolore di gemme e si svolgono in fili d'oro. Ma, purtroppo, [pg!38] quasi in ogni canto c'imbattiamo anche in versi di questo genere (parla all'Universo):
E come tu combaci ed utilizzi
A governar gli empiri
Senza sbilanci e senza incagliamenti,