[Pleiade nuova.]

[I.]

Elda Gianelli: «Riflessi»

[Pubblicato la prima volta nella Cordelia, giornale per le giovinette — anno XI.]

L'altra mattina — una mattina caliginosa di questo inverno musone — un fior di biancospino è piovuto nella mia stanza. Veniva di lontano, da un lembo estremo d'Italia sorriso dall'azzurro mare, veniva sull'aria umidiccia a portarmi una carezza di primavera.

Parlo di un volumetto; niveo, leggiadro, su cui riluce un gentil nome femminile non più nuovo, e un titolo (oh i titoli!) per delicatezza e per simbolo affascinante. Lo apersi, lo scorsi, e l'impressione di primavera rimase; il fior di biancospino mi donò tutto l'olezzo schietto della sua corolla silvana di un'amarezza velata di soavità. Così sono i versi di Elda Gianelli, nati dal dolore di un'anima ancor giovine; alimentati da una fresca vena di poesia abbondante qualche volta sino all'insofferenza dei limiti. Spesso la coppa trabocca. La causa è carina, non c'è che dire: è un petalo di rosa: pure, quando manca, i [pg!88] riflessi sono più coloriti e più profondi. Io la vorrei sempre come in «Romanticismo» e in «Pace», due bozzetti in cui la fine sobrietà lascia navigar la mente in un mare di fantasie donandole più godimento di una lunga lirica o di un poema ingegnoso dopo i quali non resta più nulla da indovinare. Udite, signorine:

PACE

Strani su l'acqua cheta

L'ombre formando vanno

Intrecci; una segreta

Storia quell'ombre sanno.

Passa la luna lieta,

Le immobili alghe stanno;

La storia del poeta

Non esse tradiranno.

Si riuniron lente

Sovra la testa bruna

Ch'or posa dolcemente

Nel molle greto. Alcuna

Sul bel fronte pallente

Cura più non s'aduna.

Il dramma di quelle ombre conscie e mute, che traspare appena dalla breve poesia come il delitto da una poetica leggenda, evocandoci fronde e mormorii intorno a una pallida parvenza, suscitandoci una pietà strana per un ignoto martirio, ci scuote, non è vero? come un'arma corrosa trovata per caso in un'aiuola fiorita. Leggiamo ora questa, che io, non so bene perchè, prediligo:

ROMANTICISMO