Quando i tetti s'ascondon nella volta

Del ciel, e semispento il giorno piove,

Godo a tuffarmi nella nebbia folta

E andare e andar, senza ch'io sappia dove.

Allor la mente un vivo alito muove,

E i ricordi del cor chiamo a raccolta,

E torno sognator come una volta

Seguendo fantasie balzane e nove.

Alberi intanto e uomini e vetture

Simili ad ombre erranti in vacuo fondo,

M'appaion per le strade umide e scure.

Questo mi piace; e torno a amar la vita

Vista dentro il mio capo ed amo il mondo

Perchè somiglia una larva infinita.

[pg!188] Vi narrerò una fiaba prima di dirvi addio per questa settimana. Vi piacciono le fiabe? Jolanda le adora:

Il bellissimo re ferito in guerra

Traea le notti insonni. Atro martir!

Tutti i savi cercò della sua terra,

Tentâro ogni arte; ei non potea dormir.

Ma la sua dama un dì fuor della mente

I bei sogni d'amor tutti gittò,

Il suo giovine cor restò dolente

Ma il re sognando al fin si addormentò.

S'addormentò sognando i sogni belli

Che a lui la dama in olocausto diè;

Sommessi nel giardin cantan gli augelli,

Veglia la mesta dama, e dorme il re.

Dormi, bellissimo re. È difficile addormentarsi quando si rimase feriti; è più difficile che destare le belle assopite nei boschi incantati. A destare, basta un bacio; ma a procurare un riposo e un sogno, abbisogna tutto un sacrifizio di riposo e di sogni. E di ciò non poteva esser capace che una donna... Che ne dite, signorine?..

[pg!189]

[Piccolo intermezzo in prosa.]

«Il faut toujours parler comme si l'on devait être entendu, écrire comme si l'on devait être lu, e penser comme si l'on devait être médité».

Victor Hugo.

[IV.]

Arturo Graf.