[pg!238] è tutta di avvertimento amoroso e severo come di un amico eletto. Un altro finissimo sentimento di pietà riguardosa, lo Stecchetti mette nel cuore e sulle labbra della donna amata:
Questa notte in battello in alto mare
Del mondo ci eravam dimenticati;
Ci dicevamo le parole care
Che san soltanto dir gl'innamorati
. . . . . . . . . . . . . .
Quand'ella tacque, da un pensier colpita,
E dall'òmero mio la testa bionda
Improvvisa levò come atterrita,
E colla faccia stranamente fissa
Nella notturna tenebra profonda:
Taci — mi sussurrò — laggiù c'è Lissa!
Eccovi per ultimo un accento vigoroso e splendido di vita e di verità:
E pur mi sento nel cervello anch'io
Qualche cosa che vive e che lavora;
E pur quest'aura che il mio volto sfiora
L'alito par dell'agitante Iddio!
Talor, cedendo a' sogni miei, m'avvio
Per floridi sentier che il mondo ignora;
Salgono i canti alle mie labbra allora
E spero e credo nell'ingegno mio.
Ma quando il dubbio mi risveglia, quando
Via per la nebbia del mattin tranquille
Sfuman le larve che seguii sognando,
Colle man mi fo velo alle pupille
E mi guardo nel core, e mi domando
Sono un poeta o sono un imbecille?
[pg!239] Ah, gl'imbecilli non hanno mai di questi dubbi, Lorenzo gentile! gli imbecilli non sapranno mai che cosa sia una di queste indefinibili intime lotte di chi sente lo spirito tutto cangiato in una sottile e tremolante fiammella — così sottile e così tremolante e così sacra che la vertigine prende al pensiero che potrebbe spegnersi, e che noi ne morremmo di freddo e di buio come se si spegnesse il sole. È vero: nessuno può toglierci i tesori dell'ingegno — ma li sentiamo così poco nostri! ma chi li possiede non può nemmeno solamente calcolarne il valore! non sa da che hanno avuto principio, se e come avran fine, se si rinnovellano, se si distruggono — e li sente ondeggiare in una paurosa fralezza, ed intuisce solo che sono una splendida somministrazione di una mano ignota e Divina, troppo splendida e troppo preziosa per noi giacchè quasi sempre si storpia nella forma della parola....
E se ne stanno, gli eletti, così a mani protese, come ciechi sotto una manna di rose.
[pg!240]
[Piccolo intermezzo in prosa.]
«Quand'on découvre des grandes taches dans l'âme de ceux qu'on aime, il faut se consulter, se consulter et savoir si on peut les aimer encore malgré cela. Le plus sensé est de cesser, le plus généreux est de continuer.»
George Sand