[30] Sembra che fossero allora (anno 538 circa di Roma) consoli Quinto Fabio Massimo e Tito Sempronio Gracco II. L'amanuense nel trascrivere i nomi incespica quasi sempre.

[31] Valerio Levino (an. 541 di Roma.)

[32] Cavalleresca; è voce nuova ai dizionarii; forse dinota anche dovizia di cavalleria.

[33] Caio Fulvio Centumalo e Publio Galba Massimo.

[34] Macerava o allentava.

[35] Pugna, battaglia: nel Morgante, 22, 244:

La scala combattè di mano in mano,
E come Orazio gran punta sostenne.

[36] Meglio conveniva; nella Retorica di Aristotile: «Sopra ogni altra cosa mette lor meglio di fermarsi, che saper quella di cui si parla.»

[37] M. Valerio Levino II e M. Claudio Marcello IV, verso l'anno di Roma 544.

[38] Parlasi qui di Cartagena costrutta da Asdrubale, secondo Polibio e Pomponio Mela. Dopo la distruzione fattane dai Vandali, la sua grandezza e dignità passò a Toledo, che contava Cartagena tra le molte sue città suffraganee. Sotto i Romani la sua giurisdizione estendevasi su sessantacinque città, e della sua ricchezza fa ampia testimonianza Tito Livio.