Dopo tante prove indubbie di attaccamento alla persona di Sua Maestà ed al Suo Governo per parte degli abitanti di queste Provincie, anche in epoche difficili, fu per Me ben inaspettato il vedere come una parte di questa popolazione, tanto pacifica e rispettosa verso le Autorità, abbia in questi giorni potuto lasciarsi strascinare fuori del consueto suo contegno per l’impulso di pochi malevoli che, avversi per indole ad ogni sorte d’Autorità e di ordine, si compiacciono di spargere il malcontento e di promuoverne le malaugurate conseguenze.
L’andamento regolare di qualunque Amministrazione può sempre abbisognare di progressivi miglioramenti. Manifestazioni turbolente non potrebbero che rallentarne la decisione Suprema e renderebbero deluse le Mie più fondate speranze, non potendo in allora innalzare al trono di Sua Maestà i voti, che non avrebbero in loro favore l’appoggio della tanto desiderata moderazione.
Mentre frattanto è Mia sollecita cura di sopravvegliare alla sicurezza personale di tutti gli abitanti di questa Città, è d’altronde del Mio stretto dovere di non permettere che l’unione di volontà private presuma di ledere la libertà individuale assicurata come è dalle Nostre savie leggi.
Diletti Milanesi! Io ebbi già delle prove del Vostro attaccamento anche alla Mia persona, ed ora confido nella conosciuta Vostra prudenza e moderazione. Siate dunque tranquilli, fidate in Chi è preposto alla direzione ed al savio ordinamento de’ Vostri bisogni, e non tarderete a conoscere come la Sovrana benignità sappia provvedere al pubblico bene.
Milano, il 5 gennajo 1848.
RANIERI.
N.o IX.
Ecco il famoso proclama di Radetzky:
Sua Maestà l’imperatore, determinato a difendere il regno Lombardo-Veneto, come ciascun’altra parte de’ suoi Stati contro qualsiasi attacco del nemico, venga dal di fuori o dal di dentro, secondo i suoi diritti ed il suo dovere, mi ha permesso, per mezzo del maresciallo di Corte a ciò incaricato, di render noto a tutte le truppe dell’armata che stanno in Italia, questa sua determinazione, persuaso che questa sua volontà troverà validissimo appoggio nel valore e nella fedeltà dell’armata:—Soldati! voi avete udito le parole dell’Imperatore: io sono altero di farvele note: contro la vostra fedeltà e valore si romperanno gli sforzi del fanatismo e dello spirito infedele d’innovazione, come fragile vetro contro una roccia.
Salda freme ancora la spada che ho impugnato con onore per sessantacinque anni in tante battaglie, saprò adoperarla per difendere la tranquillità d’un paese poco tempo fa felicissimo, e che ora una fazione frenetica minaccia di precipitare nella miseria.—Soldati! il vostro Imperatore conta sopra di voi; il vostro vecchio capitano si affida in voi, e tanto basti! Che non ci sforzino a spiegare la bandiera dell’aquila a due teste! La forza de’ suoi artigli non è ancora fiaccata. Sia nostra divisa difesa e tranquillità ai cittadini amici e fedeli, e distruzione al nemico che osa con mano traditrice attentare alla pace, al ben essere de’ popoli.