Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi raccomando. Vale.

Il Vostro
Armaroli.

Al Nobil Uomo
Il chiarissimo Signor Conte Francesco Cassi
Gonfaloniere di
Pesaro[23].

La Memoria storica dell'Armaroli fu per molto tempo una delle piú copiose fonti d'informazioni a chi ebbe ad occuparsi dei fatti dell'aprile 1814: dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana[24], giú giú sino ai piú recenti narratori della fine del Regno italico, tutti si valsero della operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta ora, in parte come opportuno riscontro, in parte come necessario correttivo, la relazione particolareggiata che di quelli avvenimenti stese e lasciò ai posteri il collega suo Carlo Verri milanese[25]. Il patrizio lombardo fu veramente nei moti del 1814 uno dei rappresentanti piú cospicui e sinceri del partito austriaco; meno vigoroso all'operare che non fosse il Guicciardi, giovò piú di lui al trionfo di quel partito rafforzandolo con l'autorità del suo nome, e prestò l'opera propria, come presidente della Reggenza provvisoria, alla consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta, della nuova dominazione[26]. Però, come il Verri fu animato da un sincero, per quanto fallace, sentimento di giovare agli interessi del suo paese, cosí la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le cagioni e i procedimenti di un fatto che tanto sembrò contrastare con il desiderio dell'indipendenza nazionale, della quale in quei giorni tutte le parti politiche s'erano fatta una bandiera per conto proprio. Storia dolorosa di errori, se non di colpe, onde procedette una espiazione ancor piú dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda di ammaestramenti, anche per noi che di quella espiazione raccogliemmo i frutti, poiché ci insegna come la rettitudine delle intenzioni non basti a salvare un paese quando non sia accompagnata dal senso dell'opportunità, dall'accortezza dei mezzi, dalla prontezza dell'azione.

T. Casini.


NOTE

[1.] Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del Regno d'Italia (aprile 1814) tratta da documenti editi ed inediti per Massimo Fabi, Novara, A. Pedroli, 1860; 8º, p. 248. È libro notabile perché vi sono raccolti molti documenti pubblici concernenti quei fatti; ma il Cantù, Cronistoria dell'Indip. ital., vol. 1, p. 869 attesta: «questo è lavoro del consigliere Carlo Castiglia, che lo esibí a me e ad altri, prima di venderlo al Fabi, che lo stampò per suo».