[19.] Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale ho potuto raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio 1766 di famiglia patrizia, fece buoni studi di lettere in patria e fu laureato in giurisprudenza: entrato nella magistratura pontificia, era presidente del tribunale di Macerata allorché poco dopo l'unione delle Marche al Regno italico, fu con decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente della Corte di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, e nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí quindi a Milano, donde solamente nel 1815 tornò, con una modesta pensione, in patria, dove si diede con fortuna all'esercizio dell'avvocatura e divenne presto il principe del foro marchigiano. Viveva ritirato nella solitudine della sua villa in Appignano, allorché scoppiata la rivoluzione del 1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo provvisorio delle Provincie unite come ministro della giustizia; ma la rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi a Bologna ad assumere il ministero, nel quale fu supplito da Antonio Silvani. Il 9 giugno 1843 l'Armaroli morí nella sua villa di Appignano che egli aveva battezzata col nome di Tusculano, lasciando alla famiglia Tambroni i suoi averi e i suoi libri.

[20.] Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo], p. LXV-256. La traduzione francese fu pubblicata in Parigi, Audin. 1823, poi raffazzonata con altro titolo.

[21.] A. Zanoli, op. cit., II 441: «... io ho dati per credere che [la Memoria storica] sia invece del di lui collega Leopoldo Armaroli».

[22.] Per es. nel libro Milano e il suo territorio, Milano, 1844, vol. I, p. 375: il Cantù, Il Principe Eugenio, vol. IX, p. 57, si mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo all'Armaroli.

[23.] Biblioteca Oliveriana di Pesaro, Carte mss. di F. Cassi.

[24.] Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les ordres d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires secrets sur la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et les deux conjurations du 25 avril 1815, la campagne des Autrichiens contre Murat, sa mort tragique et la situation politique actuelle des divers États d'Italie, par le chevalier S. J. *** témoin oculaire, précédé d'une notice historique sur Eugène Beauharnais. Paris, Dentu e Lugano, Veladini, 1817, in-8º, p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al Julhien, generale francese al servizio del Regno italico (cfr. Coraccini p. XCV; Cantù, Il Principe Eugenio, vol. VIII, p. 311).

[25.] Primo a servirsi della relazione del Verri fu il Cusani, che nella sua Storia di Milano, vol. VII, p. 91 e segg. ne riferí lunghi estratti: essa fu poi pubblicata con molti errori e lacune nel vol. IV, pp. 445-507 dalle Lettere e scritti inediti di Pietro e Alessandro Verri a cura di C. Casati, Milano, Galli, 1879-81. La mia ristampa è condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi l'ultima mano.