Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, [xxi], [7]; ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato dal Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, [79]; consigliere di Stato, [80]; odiato dagli Italiani, [103].
Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, [80].
Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, [61]; fa parte della Reggenza, [25].
Mella, uno dei dipartimenti del Regno, [86]; suo rappresentante nella Reggenza, [155]; sua prefettura esercitata dal Verri, [99].
Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, [63].
Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, [98]; trae il Verri alla vita politica, [99]; duca di Lodi, cancelliere guardasigilli della Corona e grande ufficiale del Regno, [11], [78]; membro del Senato, [79]; convoca il Senato per il 17 aprile, [12]; sua lettera e messaggio relativo, [44]; testo di essi, [49]-50; sue istruzioni alla Deputazione senatoria, [13], [54]-55; credenziali per il Metternich, [56]-57; sua vita minacciata, [26], [140]; non crede agli avvertimenti del Verri, [120], [140]; ricordato, [12], [13], [16].
Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, [59].
Melzi Giuseppe id. [62].
Mengotti Francesco, senatore, [50], segretario del Senato, [53]; formula una proposta in Senato, [48]; redige l'articolo relativo al principe Eugenio, [114]; firma la protesta, [75].
Mermet Giuliano Agostino, generale francese, [87].