— «Uomini del Tevere» — continuò Messala, — «strappando un bossolo di dadi dalle mani di un giuocatore.» — «Chi è il più favorito dagli Dei? Il Romano. Chi è il legislatore delle nazioni? Il Romano. Chi è, per diritto di spada, il padrone del mondo?» —

La compagnia era facilmente esaltata, e il pensiero di supremazia espresso da Messala era loro famigliare fin dalla nascita. Esclamarono in coro:

— «Il Romano, il Romano!» —

— «Eppure, eppure, vi è qualche cosa di superiore al Romano.» —

Il patrizio scosse il capo e, dopo una pausa studiata, ripetè con ischerno:

— «Avete udito? Vi è qualcuno più grande del miglior Romano.» —

— «Ercole!» esclamò uno.

— «Bacco!» — gridò un altro.

— «Giove, Giove!» — tuonò la folla.

— «No,» — disse Messala, — «parlo di uomini.» —