Balthasar non potè trattenere più oltre la spiegazione.

— «Oggi, o generoso sceicco, la mia vita corse pericolo, e sarebbe stata perduta, se un giovine, in tutto rassomigliante a questo, non fosse intervenuto, e mentre gli altri fuggivano, non mi avesse salvato.» — Poi indirizzandosi direttamente a Ben Hur — «Non fosti tu?» —

— «Io non posso affermarlo in questi termini» — rispose modestamente Ben Hur. — «Io ho fermato semplicemente i cavalli dell'insolente Romano quando correvano addosso al tuo cammello presso la Fontana di Castalia. Tua figlia mi lasciò una coppa d'argento.» —

Dal seno della sua tunica estrasse la coppa e la porse a Balthasar. Il volto dell'Egiziano si illuminò.

— «Iddio ti ha mandato in mio aiuto oggi presso la fontana» — egli disse con voce tremante, tendendo la mano a Ben Hur, — «ed ora ti manda nuovamente a me. Io lo ringrazio, e ringrazialo tu pure, perchè il favore di cui Egli mi colma mi permette di darti una larga ricompensa. — La coppa è tua, tienila.» —

Ben Hur riprese il dono, e Balthasar, leggendo un'interrogazione sul viso dello sceicco, raccontò quanto era accaduto alla fontana.

— «Perchè non me ne hai fatto parola?» — disse Ilderim a Ben Hur. — «Non avresti potuto trovare una migliore raccomandazione. Non sono io Arabo e sceicco della mia tribù? E non mi è un'ospite sacro, e la sua protezione non è mio dovere? Ciò che tu hai fatto per lui, hai fatto per me, e da me deve venire la ricompensa.» —

La sua voce s'era fatta acuta e stridula per l'emozione.

— «Perdonami, buon sceicco, ti prego. Io non cerco ricompensa di sorta. Il servizio ch'io resi a quest'uomo eccellente, avrei reso al tuo più umile schiavo.» —

— «Ma egli è mio amico e mio ospite, non mio servo; non disprezzar la fortuna.» — Poi volgendosi a Balthasar: — «Ah, per lo splendore di Dio, ti ripeto: egli non è Romano.» —