CAPITOLO XVI.

— «Oh se io potessi rispondervi!» — disse Balthasar col suo fare semplice e devoto. — «E se io sapessi dov'egli si trova come volontieri lo raggiungerei! Nè mari nè montagne mi saprebbero dividere da lui!» —

— «Avete dunque tentato di trovarlo?» — chiese Ben Hur.

Un sorriso fugace illuminò il volto dell'Egiziano.

— «Il primo compito al quale attesi dopo aver lasciato il rifugio del deserto.» — Balthasar rivolse uno sguardo pieno di gratitudine ad Ilderim — «fu di sapere ciò che era avvenuto del fanciullo.

Ma un anno era passato a pena, ed io non ardiva recarmi nuovamente in Giudea, perchè Erode il sanguinario vi regnava tuttora.

In Egitto, al mio ritorno, raccontai la storia del miracolo ad alcuni amici, i quali vi credettero e non si stancarono mai di udirla ripetere.

Questi andarono per mio conto in traccia del fanciullo. Prima si portarono a Betlemme e trovarono il Khan e la caverna; ma il custode, — che sedeva accanto al cancello la notte in cui apparì la stella, — era sparito.

Il Re lo aveva mandato a chiamare ed egli non era più stato veduto.» —

— «Ma trovarono qualche prova, certamente,» — disse Ben Hur.