— «Ora comprendo perchè vuoi essere chiamato Egitto. Vuoi cantarmi una canzone, se io ti chiamerò con quel nome? Io ti intesi cantare ier notte.» —
— «Era una canzone del Nilo,» — essa rispose, — «un lamento che io canto quando mi sembra di respirare il profumo del deserto, e il mormorìo del vecchio fiume; piuttosto lascia che io ti canti qualche cosa di Indiano.
Quando verrai ad Alessandria ti condurrò sull'angolo di quella strada donde potrai udire cantare la figliuola del Gange che me l'apprese. Kapila, tu sai, fu uno dei più grandi sapienti dell'India.» —
Poi, come se il canto fosse la sua forma abituale di esprimersi, cominciò:
KAPILA.
Kapila, illustre eroe,
Fiore di gioventù,
Come potrò uguagliare,
Dimmi, la tua virtù?
Sorridendo rispose,