— «Il Console, padrone mio e vostro, mi attende.» —
Il silenzio parve oltraggioso a molti.
— «Datemi cinque — per l'onore di Roma, cinque.» —
— «Cinque sia» — esclamò una voce.
Un clamoroso urrà accolse le parole. Vi fu un movimento nella folla che si spartì a destra e sinistra, e Messala apparve.
— «Cinque siano» — egli disse.
E Samballat, sorridendo, si preparò a scrivere.
— «Se Cesare morisse domani, Roma non sarebbe del tutto derelitta. Vi è almeno uno degno di prendere il suo posto. Dammi sei.» —
— «Siano sei» — rispose Messala.
Vi fu un altro urlo più forte del primo.