Un terzo squillo risuonò nel circo.

Gli uscieri sulle gradinate agitarono le mani, e gridarono: — «Seduti! seduti!» —

Parlavano al vento.

Come proiettili, uscenti dalla bocca di giganteschi cannoni, si scagliarono le sei quadrighe, e tutta l'immensa moltitudine balzò in piedi come un sol uomo, riempiendo il Circo di un unico urlo. Per questo aveva atteso pazientemente tante ore! Questo era il momento supremo, sogno delle sue notti e argomento dei suoi discorsi dal giorno della proclamazione dei giuochi!

— «Eccolo, eccolo! guarda!» — esclamò Iras, indicando Messala.

— «Lo vedo.» — rispose Ester guardando Ben Hur.

Il velo era caduto; per un istante la piccola Ebrea si sentì coraggiosa. Essa comprese la voluttà di compiere un'azione eroica sotto agli occhi della moltitudine, e come in tali casi sia possibile che gli uomini ridano in faccia alla morte.

I competitori erano ora visibili da tutte le parti del Circo, ma la corsa non era ancora cominciata; dovevano prima passare la corda.

Questa aveva lo scopo di pareggiare le condizioni della partenza.

Se i corridori vi si fossero scagliati addosso impetuosamente, cocchiere e cavalli, impigliati in essa, potevano uscirne malconci; se d'altra parte si fossero avvicinati timidamente, correvano il rischio di rimaner distanziati già sull'inizio della corsa, e, in ogni modo, perdevano la possibilità di conquistare il lato interno della pista, oggetto dell'ambizione comune.