Ma di poco intervallo, i corridori
Di Troe, guidati dal Titide, e tanto
Imminenti che ognor parean sul carro
Montar d'Eumelo, a cui coi flati ardenti
Già scaldano le spalle, e già le toccano
Colle fervide teste.
Così arrivarono alla prima mèta e la girarono. Messala, temendo di perdere il vantaggio conseguito, andò rasente al muro, sino quasi a toccarlo; un palmo più a sinistra e cocchio ed auriga sarebbero stati travolti; pure, quando la voltata fu fatta, nessuno, osservando le carreggiate dei due cocchi, avrebbe potuto dire: — «qui passò Messala, qui l'Ebreo.» — Uno solo era il solco lasciato dai due.
Ester vide di nuovo il volto di Ben Hur, e le parve più pallido di prima.
Simonide, più acuto osservatore di Ester, sussurrò nell'orecchio di Ilderim:
— «Sceicco, io non sono buon giudice, ma credo che Ben Hur covi un progetto nella sua mente. Il suo viso me lo dice.» —