Gli balenò un'idea e chiese:

— «Thord, quanto ti ha dato Messala per uccidermi?» —

— «Mille sesterzii.» —

— «Tu li avrai; e purchè tu eseguisca a puntino i miei ordini, ne aggiungerò altri tremila dei miei.» —

Il gigante espresse il suo pensiero ad alta voce:

— «Ieri ho vinto cinquemila sesterzii; dal Romano mille — fanno seimila. Dammene quattro, buon Arrio, — quattro altri — e io t'aiuterò, quand'anche Thord, il mio divino omonimo, mi dovesse fulminare col suo martello. Dammene quattro, e, ad una tua parola, ti freddo quel bugiardo patrizio; ho solo da coprire la sua bocca con la mia mano — così.» —

Il gesto che accompagnò queste parole era suggestivo.

— «Capisco» — disse Ben Hur: — «diecimila sesterzii sono una fortuna. Ti permetteranno di andare a Roma e di aprire un nuovo negozio di vino in prossimità al Circo Massimo, e vivere come si addice al primo dei lanisti.» —

Persino le vecchie cicatrici sul viso del gigante raggiarono di gioia.

— «Io ti darò quattromila sesterzii» — continuò Ben Hur — «e non ti chiederò di versar sangue. Ascolta. Quel tuo compagno non aveva una accentuata rassomiglianza con me?» —