Si dice che il sognare sia un fenomeno non del giorno ma della notte. Se si studiasse meglio si vedrebbe che quasi tutti i propositi si nutrirono in una specie di dormiveglia. Sognare è il premio di chi lavora, è il vino che sostiene le nostre forze, che ci rende cara la fatica perchè la stanchezza ch'ess'ingenera è propizia al sonno. Vivere è sognare. Solo dopo morti non si sogna. Nessuno rida dunque di Ben Hur per le sue fantasticherie, perchè chiunque si fosse trovato in quel luogo ed in quelle condizioni di animo, avrebbe fatto altrettanto.

Il sole stava per tramontare. Per un momento il fiammeggiante disco sembrava accovacciarsi sulle lontane vette delle montagne dell'ovest, tingendo il cielo, sopra alla città, di un color di rame e indorando le mura e le torri. Poi scomparve. Nella calma della sera, i pensieri di Ben Hur si indirizzavano verso la casa paterna. Egli fissava i suoi sguardi in un punto del cielo, un po' a nord dell'incomparabile facciata del Santo dei Santi. Sotto di esso, proprio nella direzione del filo a piombo, sorgeva la casa di suo padre, se pure ancora esisteva.

La dolce influenza di quell'ora inteneriva i suoi sentimenti, e, mettendo da parte le sue ambizioni, egli pensò al dovere che lo conduceva a Gerusalemme.

Una sera mentre si trovava con Ilderim sul deserto esaminando il terreno con occhio di soldato, in cerca di luoghi atti alla battaglia, giunse un messaggero colla notizia che Grato era stato rimosso e Ponzio Pilato ne prendeva il posto.

Messala, ridotto all'impotenza, credeva morto Ben Hur. Grato non aveva più alcun potere; perchè avrebbe dovuto Ben Hur differire più oltre la ricerca della madre e della sorella? Non v'era più nulla da temere, ora. S'egli non poteva cercare le due donne personalmente nelle prigioni della Giudea altri poteva farlo per lui. Se le due perdute si fossero trovate, Pilato non poteva aver ragioni per trattenerle, e se ne avesse avute, sarebbero state tali da cedere davanti al denaro. Una volta trovate, egli le avrebbe portate in luogo sicuro, poi, con la mente più calma, la coscienza tranquilla per aver compiuto questo primo dovere, si sarebbe dedicato intieramente al Re atteso. La sua risoluzione fu subito presa. Quella notte egli si consigliò con Ilderim ed ottenne il suo assenso. Tre Arabi lo accompagnarono a Gerico, dove egli li lasciò coi cavalli e procedette solo ed a piedi. Malluch doveva incontrarlo a Gerusalemme. I disegni di Ben Hur erano molto vaghi. Egli cercava di tenersi, in vista del futuro, nascosto alle autorità, specialmente Romane. Malluch era un uomo astuto e fidato, proprio quello che ci voleva per dirigere le ricerche.

Dove cominciare? Questo era il problema. Egli non ne aveva un'idea chiara. Avrebbe desiderato di cominciare dalla Torre di Antonia. La tradizione che non si poteva resistere a lungo negli oscuri labirinti delle tristi celle, metteva il terrore nella mente degli Ebrei, più che la forte guarnigione che custodiva il castello. Potevano benissimo essere sepolte laggiù. Inoltre l'istinto c'insegna di cominciare le ricerche nel posto dove le ultime vestigia si perdettero di vista, ed egli non poteva dimenticare che l'ultimo sguardo che aveva ricevuto dalle sue care perdute, era stato appunto mentre le guardie le spingevano in direzione della Torre. Se non vi erano più, ma vi erano state, rimarrebbe certamente qualche ricordo del fatto, qualche traccia da seguire.

Oltre all'istinto anche una speranza lo spingeva.

Aveva saputo da Simonide che Amrah, la nutrice Egiziana, era ancora in vita. Il lettore si ricorderà senza dubbio che la fedele creatura, la mattina in cui la sventura piombò sugli Hur, sfuggì alle guardie, e ritornò al palazzo, dove rimase rinchiusa.

Simonide la mantenne durante gli anni seguenti, cosicchè essa si trovava ancora là, sola ad occupare la gran casa che Grato non era riuscito a vendere ad onta di tutte le sue esibizioni.

La storia dei suoi legittimi proprietari bastava ad allontanare sia i compratori che i semplici affittuarî. Passando davanti alla casa la gente mormorava e diceva ch'essa era invasa dagli spiriti. Tale diceria derivava probabilmente dalle apparizioni della povera e vecchia Amrah talvolta sul tetto, tal'altra ad una finestra dietro le grate. Certamente nessun altro spirito vi avrebbe potuto abitare con maggior costanza e nessun'altra casa si prestava meglio di quella, alla secretezza, al mistero della sua vita ritirata.