— «Olà, insolente! Sei un Romano od un Ebreo?» —

Ben Hur rispose: — «Sono un figlio di Giuda, nativo di qui. Che vuoi da me?» —

— «Rimani e combatti!» —

— «Uno per volta?» —

— «Come vuoi!» —

Ben Hur rise.

— «O valoroso Quirite! Degno figlio del bastardo Giove Romano! Io non ho armi.» —

— «Avrai le mie,» — rispose il centurione. — «Io me le farò prestare qui dalla guardia.» —

La gente, intorno udendo il colloquio, divenne silenziosa; e da essa il silenzio si propagò alle file più lontane.

Ultimamente Ben Hur aveva battuto un Romano sotto gli sguardi di Antiochia e del lontano Oriente. Se ora egli avesse potuto umiliarne un altro sotto gli occhi di Gerusalemme, l'onore che gliene sarebbe venuto poteva essere di grande utilità alla causa del Nuovo Re. Egli non esitò. Andando direttamente dal centurione, disse: — «Sono pronto. Prestami la tua spada e lo scudo.» —