Una delle donne prese il bambino, ed andò da Maria, coricata lì vicino, e lo mise nelle sue braccia. Allora gli astanti si riunirono vicino ai due.
— «È Cristo!» — disse un pastore, infine.
— «Cristo!» — tutti ripeterono, inginocchiandosi in atto d'adorazione. Uno di essi ripetè, per parecchie volte:
— «È il Signore, e la sua gloria è al di sopra della terra e del cielo.» —
E gli uomini, fiduciosi, baciarono l'orlo della veste di Maria, e, coi visi radianti di gioia, partirono.
Nel Khan, a tutta la gente alzata, che si spingeva fra di loro, essi raccontarono questa storia; per la città, e per tutta la via di ritorno al màràh, essi cantarono il ritornello degli angeli: — «Gloria a Dio in cielo, e in terra pace e benevolenza verso gli uomini!» —
L'eco del fatto andò lontana, confermata dalla luce da tutti veduta; ed il giorno appresso, e per i giorni seguenti, la caverna fu visitata da folla curiosa, della quale alcune persone credettero, mentre, la maggior parte, risero e canzonarono.
CAPITOLO XII.
L'undicesimo giorno dalla nascita del bambino nella caverna, press'a poco a metà giornata, i tre Re Magi si avvicinarono a Gerusalemme, per la via del Schekem. Dopo aver traversato Brook Cedron, essi incontrarono molte persone, delle quali nessuna mancò di fermarsi e di seguirli curiosamente con lo sguardo.
La Giudea era, per necessità, un passaggio internazionale; essa era un rialzo stretto di terra, formato probabilmente dalla pressione del deserto all'est e dal mare all'ovest; sopra l'altura, pertanto, la natura aveva tracciato la linea di traffico tra l'est ed il sud; in questo consistevano le sue ricchezze.