Essa gli era imposta da Dio, ed egli l'aveva spontaneamente accettata: che cosa potevano fare gli uomini per impedirla?

Con infinita amarezza pensò alla rovina del suo disegno, al tradimento dei Galilei. Strano che dovesse capitare proprio quella mattina!

Un senso di paura lo colse.

Era possibile che tutto il suo lavoro, i tesori profusi, le sofferenze patite, non fossero stati che un empio contendere con la volontà divina?

Quando raccolse le redini, e disse — «Andiamo avanti, fratelli» — egli non scorgeva innanzi a sè che dubbio ed incertezza. Le sue facoltà s'erano ottuse, e non sapeva prendere una risoluzione.

— «Andiamo fratelli; andiamo sul Golgota.» —

Passarono attraverso gruppi di persone eccitate che traevano come essi verso sud. In tutta la parte occidentale della città regnavano insolito subbuglio e agitazione.

Avendo udito che la processione con il condannato sarebbe passata in prossimità alle grandi torri bianche costruite da Erode, i tre amici volsero i cavalli in quella direzione, passando a sud ovest di Akra. Nella valle sotto lo stagno di Ezechia, la moltitudine era così densa, che essi, non potendo farsi strada, dovettero smontare e rifugiarsi dietro all'angolo di una casa.

Sembrava loro di trovarsi sulle sponde d'un fiume, ad osservare la corrente che passava; tale era il flusso continuo del popolo.

Vi sono alcuni capitoli nel Primo Libro di questo racconto, che furono scritti con l'intenzione di dare al lettore un'idea degli elementi che componevano la nazione Ebraica ai tempi di Cristo.