Dal tono della voce sembrava che invocasse qualcheduno, poi, avendo cambiato tono, continuò:
— «Tu ci hai chiesto dove si suppone sia per nascere Cristo.» —
Il Re fece un segno d'approvazione, sebbene i suoi occhi malvagi restassero fissi sul saggio: — «Questa è la domanda» — disse.
— «Allora, o Re, io parlo per me e pei miei fratelli qui presenti, e dico: — «in Betlemme, nella Giudea.» — Hillele diede un'occhiata alla pergamena sul tripode, e facendo cenno col suo dito tremulo, continuò. — «In Betlemme nella Giudea, com'è scritto dal profeta: «E tu, Betlemme nella terra di Giudea, non sei affatto l'ultima fra le terre di Giuda perchè da te uscirà un governatore che saprà dominar il mio popolo Israele.» —
Il viso d'Erode si rannuvolò, e mentre pensava i suoi occhi si posarono sulla pergamena. I presenti non respiravano nemmeno, ed erano silenziosi come lui. Finalmente egli si volse e lasciò la camera.
— «Fratelli» — Hillele disse — «abbiamo terminato.» —
La compagnia si alzò e partì in gruppi.
— «Simeone» — chiamò Hillele.
Un uomo, sulla cinquantina, ma ancora nel fior della vitalità, gli rispose e si diresse verso di lui che soggiunse: — «Prendi la sacra pergamena, figlio mio, ed arrotolala accuratamente.» —
L'ordine fu eseguito.