— «Di Erode, il Re.» —

Ognuno si sentì correre un fremito nelle ossa.

— «Siete forse il custode del Khan?» — chiese Balthasar.

— «Sì.» —

— «Cosa desidera il Re?» —

— «Il messaggero aspetta; egli vi risponderà.» —

— «Allora ditegli d'attenderci.» —

— «Voi avevate detto il giusto, buoni fratelli!» — soggiunse il Greco dopo che il custode se ne fu andato. — «La domanda che fu diretta ai viandanti ed alle guardie alla porta, ci ha resi oggetto di curiosità. Io sono impaziente; facciamo presto.» —

Si alzarono; calzarono i loro sandali, si misero i mantelli e s'avviarono.

— «Vi saluto; la pace sia con voi, e scusatemi; il mio padrone, il Re, mi ha mandato ad invitarvi al palazzo, dove egli desidera parlarvi segretamente.» —