Chiamarono gl'Italici ad alla voce il consolo presidente per dieci anni, e rieleggere si potesse. Ebbe Melzi luogo di vicepresidente. Era Melzi uomo generoso, savio, molto amato dagl'Italiani: pendeva all'assoluto, ma piuttosto per grandezza che per vanità.
Restava che si ordinasse la costituzione: cominciossi dagli ordini ecclesiastici. Fosse la religione cattolica, apostolica e romana religione dello Stato: ciò non ostante, i riti acattolici liberamente si potessero celebrare in privato; nominasse il governo i vescovi, gl'instituisse la santa Sede; nominassero i vescovi ed instituissero i parrochi, il governo gli appruovasse: ciascuna diocesi avesse un capitolo metropolitano ed un seminario; i beni non alienati si restituissero al clero; si definissero le congrue in beni pei vescovi, pei capitoli, pei seminarii, per le fabbriche, fra tre mesi; si assegnassero pensioni convenienti ai religiosi soppressi; non s'innovassero i confini delle diocesi; per gl'innovati si domandasse la approvazione della santa Sede; gli ecclesiastici delinquenti con le pene canoniche fossero dai vescovi puniti; se gli ecclesiastici non si rassegnassero, i vescovi ricorressero al braccio secolare; se un ecclesiastico fosse condannato per delitto, si avvisasse il vescovo della condanna, acciocchè quanto dalle leggi canoniche fosse prescritto potesse fare: ogni atto pubblico che o i buoni costumi corrompesse, od il culto o i suoi ministri offendesse, fosse proibito; niun parroco potesse essere sforzato da nissun magistrato a ministrare il sacramento del matrimonio a chiunque fosse vincolato da impedimento canonico. A questo modo fu ordinata la Chiesa italiana nella lionese consulta. Alcuni capi, ancorchè forse laudabili e sani, toccavano la giurisdizione ecclesiastica, e sarebbe stato necessario, l'intervento del pontefice. Nondimeno con acconcio discorso a nome di tutto il clero italico assentiva lo arcivescovo di Ravenna, assentimento non necessario se l'autorità civile aveva dritto di fare quello che fece, non sufficiente, se l'intervento dell'autorità pontificia era necessario. Ma il consolo su quelle prime tenerezze di amicizia col papa non aveva timore.
Quanto agli ordini civili, i tre collegi dei possidenti, dei dotti e dei commercianti erano il fondamento principale della repubblica: in loro era investita la autorità sovrana. Ufficio dei collegi fosse nominare i membri della censura, della consulta di Stato, del corpo legislativo, dei tribunali di revisione e di cassazione, della camera dei conti. Ancora accusassero i magistrati per violata costituzione e per peculato; finalmente i dispareri nati tra la censura ed il governo per accuse di tal sorte definissero. Sedessero i possidenti in Milano, i dotti in Bologna, i commercianti in Brescia: ogni biennio si adunassero.
Magistrato supremo era la censura: componessesi da nove possidenti, di sei dotti, di sei commercianti: sedesse in Cremona: desse per sè e giudicasse le accuse date per violata costituzione e per peculato; cinque giorni dopo la fine delle adunanze dei collegi si adunasse; dieci giorni, e non più, sedesse. Ordine buono era questo, ma l'età servile il rendeva inutile.
Fosse il governo della repubblica commesso ad un presidente, ad un vicepresidente, ad una consulta di Stato, ai ministri, ad un consiglio legislativo. Avesse il presidente la potestà esecutiva, e il vicepresidente nominasse: fossero i ministri tenuti d'ogni loro atto verso lo Stato.
Uffizio della consulta fosse l'esaminare ed il concludere le instruzioni pei ministri presso le potenze e l'esaminare i trattati. Potesse nei casi gravi derogare alle leggi sulla libertà dei cittadini ed all'esercizio della costituzione: provvedesse in qualunque modo alla salute della repubblica. Se dopo tre anni qualche riforma giudicasse necessaria in uno o più ordini della costituzione, sì la proponesse ai collegi, ed i collegi definissero.
Avesse il consiglio legislativo facoltà di deliberare intorno ai progetti di legge proposti dal presidente, e di consigliarlo sopra quanti affari fosse da lui richiesto.
Il corpo legislativo statuisse le leggi proposte dal governo, ma non discutesse nè parlasse: solo squittinasse.
Tali furono i principali ordini della costituzione dell'Italiana repubblica, forse i migliori, massime i tre collegi ed il magistrato di censura, che Buonaparte abbia saputo immaginare.
Letta ed accettata la costituzione, se ne tornava il consolo, traendo a calca e con acclamazioni il popolo, nel suo palazzo. Poscia, ricevute le salutazioni degl'Italici e nominati i ministri, si avviava, contento del successo del suo italiano sperimento, al maraviglioso e maravigliato Parigi.