| Anno di | Cristo MDCCCXVI. Indizione IV. |
| Pio VII papa 17. | |
| Francesco I imperad. d'Austria 11. |
Due soli avvenimenti meritano di essere notati nel presente anno.
Francesco d'Austria venne nei primi mesi a visitare il nuovo suo regno d'Italia, che aveva assunto il nome di Lombardo-Veneto per conoscere da sè i bisogni dei popoli, cui voleva ammessi a godere dei frutti d'una saggia amministrazione. All'ordine della Corona di ferro, già instituito sotto il precedente regno, diede l'Augusto imperatore nuovi statuti, fissando il numero dei cavalieri a cento; cioè venti della prima, trenta della seconda e cinquanta della terza classe, in tal numero non compresi i principi della casa imperiale.
L'altro fatto degno di ricordanza si è la restituzione alle italiane città tutte degli oggetti d'arti e di scienze stati loro in varii tempi rapiti. I trattati ultimi di Parigi avevano obbligata la Francia a restituire una preda che senza il più grave insulto alla proprietà ed all'onor nazionale, non dovea essere fatta all'Italia. Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Torino ebbero più delle altre a rallegrarsi dell'aver ricuperato un numero prodigioso di produzioni dell'ingegno de' loro figli, che le rendono superiori per questo conto a qualunque più ricca città del mondo.
MDCCCXVII
| Anno di | Cristo MDCCCXVII. Indizione V. |
| Pio VII papa 18. | |
| Francesco I imperad. d'Austria 12. |
In mancanza di verun avvenimento politico da registrarsi in quest'anno, diremo la morte del celebre medico Eusebio Giacinto Valli di Toscana. La passione di più sapere e di rendersi utile all'umanità aveva indotto quest'uomo singolare a disastrosi viaggi per le quattro parti del mondo. Fatte in Egitto e a Costantinopoli varie sperienze sopra sè stesso relativamente al veleno pestilenziale, recossi all'Avana, ove infieriva la febbre gialla. Quivi, presa la camicia di un marinaio morto di tal malore, se ne stropicciò il volto, il petto, le mani, le braccia e le coscie, fiutandola indi come un fiore, e finalmente ponendosi a contatto del cadavere. Era molto contento della sua sperienza. A mensa si sentì spossato, per aver corso, diceva. Chiese del vino, mezzo, secondo lui, per conoscere se avesse acquistato la malattia. Manifestossi in fatti, e in tre giorni lo spense.