Barbaro e Regolo.
Null'altro si sa di questi consoli, se non che il cardinal Noris [Noris, Epist. Consulari.] andò conghietturando che il primo fosse chiamato Vetuleno Barbaro, ma con dubbiosa prova. Il Panvinio [Panvinius, in Fastis Consul.] in vece di Barbaro stimò il di lui nome Barbato. Così pure è scritto nell'edizione d'Idazio [Idacius, Fast.]. Anzi Barbato ancora si legge in una iscrizione trovata in questi ultimi tempi nelle Terme Ercolane della Transilvania, e rapportata dal signor Pasquale Garofalo nel trattato delle medesime Terme, e da me ancora nella mia Raccolta [Thes. Novus Inscript., pag. 332, n. 3.]. Ma avendo gli antichi Fasti, e qualche altra iscrizione, Barbaro e non Barbato, possiamo per ora attenerci ad essi. Sotto questo anno si vede una medaglia [Mediobarbus, in Numism. Imperator, ex Goltzio.] battuta in onore di Antonino Pio, in cui gli è dato il titolo di Romolo Augusto. Ciò sembrar può strano; perciocchè questo pacifico e prudentissimo Augusto, secondochè scrive Capitolino [Capitolinus, in Antonino Pio.], in tutte le sue parti fu lodevole, e tale che, per sentenza di tutti i buoni, e con ragione, veniva paragonato a Numa Pompilio. Era ben d'altro umore Romolo. Eutropio [Eutrop., in Breviar.] ebbe a dire che siccome Trajano fu creduto un altro Romolo, così Antonino Pio un altro Numa Pompilio.
CLVIII
| Anno di | Cristo CLVIII. Indizione XI. |
| Aniceto papa 9. | |
| Antonino Pio imperad. 21. |
Consoli
Tertullo e Claudio Sacerdote.
Il nome di Claudio, dato al console Sacerdote, non è autenticato da memoria alcuna sicura dell'antichità, e solamente si appoggia sopra una ragionevol conghiettura del cardinal Noris [Noris, Epist. Consular.]. In una medaglia [Mediobarbus, in Numism. Imperat.] si fa menzione della Ottava Liberalità usata da Antonino Pio Augusto al popolo romano. Questa dal Mezzabarba è riferita all'anno presente, ma può egualmente appartenere ad altri anni o precedenti o susseguenti; perchè non v'è espresso il numero della podestà tribunizia. Fuor di dubbio è, che questo significa un nuovo congiario, con cui egli rallegrò il popolo romano.